sabato 12 marzo 2022

Il 31 dicembre 1944 il dottor Gibelli è nuovamente arrestato dalla brigata nera


Camporosso (IM): Piazza Giuseppe Garibaldi

Il 22 ed il 29 di dicembre 1944 apparecchi alleati, su segnalazione della missione «Leo», bombardano a Pigna il Quartiere Generale della divisione tedesca, schierata da Pigna al mare, comandata dal Generale Hippel, trasferitosi ormai ad Ormea.
Nell'incursione quarantasei case rimangono distrutte tra cui il palazzo comunale e la loggia medioevale (monumento nazionale) ubicata al centro del paese. Muoiono i civili: Vittorina Ramoino, Maria Luisa Cane, Margherita Rollo, Lucrezia Laniero, Bianca Lamburgo, Celina Arimondi, altre sei persone  sono  ferite.
Al bombardamento di Pigna sono legate alcune drammatiche vicende del dottor Giacomo Gibelli, futuro sindaco della liberazione di Ventimiglia, di cui accenniamo i tratti più salienti qui di seguito:
"Dopo la ritirata in Piemonte della I e V brigata (10-22 ottobre 1944), il dottor  Gibelli, che curava i partigiani malati in Valle Argentina, ritorna a casa a Camporosso (Val Nervia), ma per delazione è arrestato dai Tedeschi, trasferito a Pigna e dichiarato «bandito».
Poste davanti ai suoi occhi una serie di fotografie deve indicare, sotto la minaccia della pistola di un maresciallo polacco di nome Sibille, quali sono i partigiani. Il Gibelli indica la fotografia di un certo Ferrari, già morto, come capo-bandito.
Un maresciallo tedesco, rimasto ferito ad un braccio nel bombardamento del 22 dicembre, è medicato dal Gibelli che gli ferma l'emorragia con un elastico di camera d'aria di bicicletta.
Il maresciallo ferito, il Gibelli ed altre tre persone che in seguito riusciranno a fuggire la sera stessa del bombardamento vengono condotti da Pigna a San Remo sotto buona scorta e ricoverati all'albergo Nizza ove è installato il Comando polizia S.S. di San Remo con a capo l'ufficiale S.S. Ritter, che ordina di fucilare i prigionieri. Ma si oppongono all'ordine altri ufficiali tedeschi per il motivo che il dottore ha salvato da morte certa un loro camerata; la  fucilazione viene sospesa.
Anzi, fattosi condurre con i «camerati» al «Piccolo Mondo» il dottor Gibelli ordina una grande cena al termine della quale, dopo abbondanti libagioni, viene munito di lasciapassare e liberato. Ma la libertà dura soltanto otto giorni perché il 31 è nuovamente arrestato dalla brigata nera su delazione della «Donna Velata» e condotto a San Remo in villa Magnolia, sede di fanatici fascisti quali gli ufficiali Novelli, Murra ecc.
Dopo venti giorni, essendo medico e quindi molto necessario in quei tragici momenti, il Gibelli è definitivamente messo in libertà".
[...] Un altro protagonista e fautore della fraternità d'anni tra partigiani francesi e italiani a Vallecrosia, fu il dottor Giacomo Gibelli (di cui abbiamo già parlato), residente in Camporosso, che fece la sua parte per organizzare la Resistenza imperiese. La sua attività permise di far entrare nei ranghi dell'Azione italo-francese della Resistenza i partigiani Ugo Lorenzi, Francesco Marcenaro (ex radiolettricista della Marina italiana) e Mario Lorenzi conoscitore esperto di tutti i più reconditi passaggi della frontiera delle Alpi Marittime.
Francesco Biga, Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. III. La Resistenza nella provincia di Imperia da settembre a fine anno 1944, a cura dell'Amministrazione Provinciale di Imperia e con il patrocinio dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, Milanostampa Editore, Farigliano, 1977

Dopo l’occupazione francese di Ventimiglia si era insediata una Giunta municipale di filo-francesi con a capo un sindaco, il dottor Gibelli. Il CLN era stato costretto a trasferirsi a San Remo. Un gruppo di propagandisti dell’annessione aveva preso a tappezzare strade ed edifici della città e dei paesi dell’entroterra di bandiere e manifesti inneggianti alla Francia, si era riversato nei comuni a sollecitare pronunciamenti annessionistici alternando promesse e minacce e sistemando alla testa delle amministrazioni elementi di propria fiducia.
[...]
MUNICIPIO DI VENTIMIGLIA COMMISSIONE COMUNALE DI EPURAZIONE
Una Commissione di Epurazione è stata formata nel Palazzo Comunale di giudicare quanto segue:
1) i rapporti dei cittadini con il nemico.
2) i fascisti che hanno ricoperto cariche importanti o meno, i fascisti che hanno apertamente o surrettiziamente oppresso le persone e violato i principi naturali della libertà, che si sono distinte nella propaganda, hanno commesso rappresaglie e persecuzioni o hanno realizzato profitti illeciti.
3) Tutte le persone che hanno, per qualunque ragione, collaborato con i tedeschi.
4) Tutte le persone che, avvantaggiati dalla tragica condizione della città a causa di eventi militari e le operazioni, hanno saccheggiato e depredato, così come tutti i ricettatori di merci rubate.
Le Denunce debitamente firmate devono essere depositate presso la Commissione di cui sopra.
Ventimiglia, 1° maggio 1945.
(In italiano e francese)
7. ALLA POPOLAZIONE
Il vostro Comune è stato liberato. Il nemico si è arreso in tutta Italia! L' orgoglioso esercito tedesco è stato battuto su tutti i fronti! L'ora della vittoria è vicina! Nel bel mezzo delle vostre rovine e del vostro dolore avete mostrato un magnifico coraggio civile. La Francia vi è grata per questo. La Francia vuole aiutare i vostri bisogni, che lei sa essere immensi, con fraterna operosità. La Francia intende portare a questa regione di confine, a cui è legata da vincoli indistruttibili di storia e di sangue, il suo aiuto più affettuoso ed efficiente.
Coloro che qui rappresentano la Francia conoscono il vostro attaccamento al loro paese.
Vi chiedono di fidarsi di loro.
Stanno in ogni modo cercando di conciliare le loro legittime aspirazioni con le attuali necessità militari.
Il loro avvicinamento sarà quello dei vostri amici di sempre.
Sia il coraggio reciproco e la fede in un comune futuro di pace e libertà.
Ten.Col. ROMANETTI
Ventimiglia, 5 maggio 1945 Maggiore della Guarnigione
(In francese)
[...] Il 28 settembre il GSI invia al G-2 copie del manifesto dell’Unione Federalista Ventimigliese (non presenti nella documentazione pervenutaci) e un rapporto definitivo del Capitano Philip Garigue, Civil Affairs Officer (CAO), AMG di San Remo.
" [...] Dr. Giacomo Gibelli
Circa 35 anni. Celibe. Membro del partito fascista fino al 1943. Ha prestato servizio con il “CSIR” in Russia come Medico, con grado di Capitano, e anche come interprete, perché parla fluentemente russo, polacco, rumeno, francese, conosce un po’ l’inglese. Si è unito ai partigiani locali nel febbraio 1945 dopo essere stato in carcere per pochi mesi in seguito all’arresto da parte dei tedeschi. E’ stato nominato Sindaco dopo la liberazione di VENTIMIGLIA. Non è pro-francese né pro-italiano, ma ha un forte sentimento verso i problemi locali.
(SGD) P. GARIGUE" [...]
Antonio Martino, L’annessione di Tenda e Briga nei rapporti dell'intelligence alleata (1945-1946), “Storia e Memoria”, rivista dell’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’età contemporanea di Genova, 2013-2