sabato 16 novembre 2019

Inizi di Resistenza in Val Nervia



Nell'autunno del 1943 ricevetti la cartolina di arruolamento nell'esercito della RSI. Proprio non mi andava di fare una guerra che si rivelava sempre più sbagliata.
Mi nascosi - io di Vallecrosia (IM) - in una casa di amici di famiglia a Rocchetta Nervina [(IM), in Val Nervia], dove incontrai il figlio del maestro Garibaldi, ufficiale dell'esercito con il quale andai a Carmo Langan [Località di Castelvittorio (IM)] ad arruolarmi nei partigiani.
Ampelio Elio Bregliano, in Giuseppe Mac Fiorucci, Gruppo Sbarchi Vallecrosia < ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia - Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM) >, 2007

 
A seguito dell'occupazione nazifascista della zona, la Resistenza [a Pigna (IM)] fu avviata da un CLN formatosi spontaneamente per iniziativa di alcuni volonterosi senza preciso riferimento a correnti politiche organizzate. Alcuni di essi entreranno a far parte della Giunta Libera di cui diremo...
Dopo l'8 settembre, giorno dell'armistizio, rimasero sul posto [Rocchetta Nervina (IM)] pochi dei nostri militari, appartenenti alla Guardia di Finanza. I tedeschi si insediarono nell'abitato solo per due brevi periodi...
Francesco Biga e Ferruccio Iebole (a cura di Vittorio Detassis), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. V, Ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, 2016
 

Il 25 Luglio del 1943 Carlo Cattaneo era un militare, giunto da due giorni in Slovenia fra le truppe italiane di occupazione. L’8 Settembre 1943 il presidio di cui faceva parte si dileguò, abbandonato da chiunque avesse avuto un grado di comando. Rientrato avventurosamente in Italia assieme ad alcuni commilitoni, dismessa la divisa, riuscì a tornare a casa verso la fine del mese e trovò Ventimiglia bombardata. In ottobre con i bandi di arruolamento della R.S.I. si presentò ad Imperia per evitare l’arresto ma, rientrato a casa, salì subito in montagna a Carmo Langan [Località nel Comune di Castelvittorio (IM)], dove il Comandante Vitò [anche Vittò/Ivano, Giuseppe Vittorio Guglielmo, già combattente nelle Brigate Internazionali a difesa della Repubblica Spagnola, organizzatore di uno dei primi distaccamenti partigiani in provincia di Imperia, poi comandante di un Distaccamento della IX^ Brigata “Felice Cascione”, dal 7 luglio 1944 comandante della V^ Brigata “Luigi Nuvoloni”, dal 19 Dicembre 1944 comandante della II^ Divisione “Felice Cascione”] stava costituendo le prime formazioni partigiane dell’estremo ponente.  Vittorio Detassis in Isrecim

Intendo qui parlare della fascia costiera dell'estrema Liguria di ponente e delle vallate che in essa sfociano dai monti e dalle Alpi Marittime: le valli Roia e Nervia, i torrenti di Baiardo (M) e Ceriana (IM), la Valle Argentina. 

L'andare più ad oriente sarà un compito che ai partigiani si presenterà solo tardi, quando le formazioni si accorderanno per collaborare con i patrioti della zona di Imperia.

Nelle nostre vallate vi erano molti capisaldi nazifascisti. Nella Val Roia la situazione non era brillante. Salendo il fiume da Ventimiglia (IM) il territorio italiano si fermava dopo Piena e cominciava il territorio francese di Breil e di Saorge, con l'importante strada che portava a Nizza. Poi tornava il territorio italiano da San Dalmazzo di Tenda - Briga - Tenda - Vievola - Morignolo e proseguiva per il Piemonte. 

Sarà proprio il territorio francese che condizionerà, come vedremo, le azioni dei distaccamenti partigiani, che per andare nell'alta Val Roia saranno costretti a superare Cima Marta o il Monte Saccarello.

Le truppe naziste controllavano Ventimiglia e tutta la bassa Valle Roia e la Valle Bevera fino al confine francese ed oltre.

La Val Nervia aveva capisaldi nazifascisti a Dolceacqua (IM) ed a Pigna (IM) in ben munite caserme. Da tali caserme i nemici facevano puntate sui monti sovrastanti per impedire la formazione di bande partigiane. 

I soldati italiani di stanza in Francia all'8 settembre 1943 dovevano rientrare via monti onde non essere presi dai tedeschi. Quelli dell'alta Italia cercavano con ogni mezzo di raggiungere le loro case, ma quelli dell'Italia meridionale non avevano questa possibilità, si fermavano presso amici, cercavano scampo dove potevano e dovevano provvedere alla fabbrica dell'appetito.
Gli ufficiali erano nelle stesse condizioni. Nel meridione non potevano andare.

Nella Val Nervia alcuni ufficiali cercarono rifugio e sicurezza a Rocchetta Nervina (IM), dove il tenente Stefano Carabalona ["Leo"], residente in loco, cercava di organizzare gli sbandati e di procurare il maggior numero di armi possibili. Purtroppo i soldati buttavano i loro fucili nei luoghi i più disparati e fu un lavoro faticoso cercare di recuperarli.

A Castelvittorio (IM) nella primavera appena iniziata del 1944 si organizzava una banda autonoma di oppositori ai tedeschi. Erano, per lo più, giovani della zona. Anche a Buggio [Frazione di Pigna (IM)] si tentò una organizzazione, poi un poco infiacchita e ripresa quando si congiunse con un'altra banda a Carmo Langan [nel comune di Castelvittorio (IM)].


don Ermando Micheletto *, La V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni” (Dal Diario di Domino nero Ermando Micheletto), Edizioni Micheletto, Taggia (IM), 1975 
* ... Don Micheletto per tutta la guerra si adoperò per i partigiani, generalmente in contatto con i gruppi di Vitò, che accompagnò spesso nei loro spostamenti. Esplicherà la sua attività specialmente nell'assistenza e per captare messaggi radio. Giovanni Strato, Storia della Resistenza Imperiese (I^ zona Liguria) - Vol. I: La Resistenza nella provincia di Imperia dalle origini a metà giugno 1944, Sabatelli Editore, Savona, 1976