venerdì 29 aprile 2016

Ventimiglia (IM) nella Resistenza: cenni

 
Zone di Ventimiglia (IM) sotto il Grammondo

Il 25 Luglio del 1943 vengono tolte da un gruppo antifascista le insegne dalla sede del Fascio di Ventimiglia...
Dopo l’8 settembre 1943 le forze armate di stanza a Ventimiglia si sciolgono e le Caserme vengono abbandonate. Ne approfittano i nuclei della Resistenza per sabotare le armi pesanti ed asportare le armi leggere con relative munizioni portandole in montagna per armare distaccamenti partigiani in formazione, che si raccoglieran­no più tardi nella V^ Brigata [d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione"].
Tutta la città è permeata dallo spirito di rivolta, che si diffonde anche fra i ragazzi delle Scuole dove, per iniziativa di uno scolaro, Rino Poli
[Rino, che in seguito fece parte della V^ Brigata], la raccolta dei fondi «Pro Mitra» lanciata dalla Repubblica di Salò viene boicottata.
... e si formano i primi nuclei della Resistenza...
MARTIRIO E RESISTENZA della Città di Ventimiglia nel corso della 2^ Guerra Mondiale, Relazione per il conferimento di una Medaglia d’Oro al Valor Militare - Edita dal Comune di Ventimiglia (IM), 10  aprile 1971 - Tipografia Penone di Ventimiglia (IM)

Sono Elio Riello, nato a Ventimiglia il 10 luglio 1922 e sono stato arrestato a Ventimiglia il 21 maggio del 1944. Ero il segretario del costituendo Comitato di Liberazione, perché qui eravamo proprio in fase iniziale allora, si parlava poco dei partigiani e di altre cose. Sono stato arrestato dalla Guardia Repubblichina. Sono stato portato ad Imperia dopo un interrogatorio a Ventimiglia. Ad Imperia siamo stati alcuni giorni e poi siamo stati portati nel carcere di Marassi a Genova. Da Marassi dopo un po’ siamo stati trasferiti a  Fossoli... I tedeschi sono entrati in funzione solo dopo Mauthausen praticamente...
intervista su Lager e deportazione, pubblicata a questo link   

... Peggau  era  uno  dei  cinquanta  sotto campi  di Mauthausen...  fu  completamente  evacuato  il  2  aprile  1945  e  i  deportati  in  grado  di  camminare  costretti  a  raggiungere  Mauthausen  a  piedi, nella  cosidetta  marcia  della  morte... I  superstiti  arrivarono  a  Mauthausen il  7  aprile  in  penose  condizioni.  Pochi  sopravvissero,  alcune  centinaia  i morti  di  questo  campo... Gli  italiani,  mescolati  a  qualche  francese  e  moltissimi  russi,  erano  non più  di  dieci  secondo  la  testimonianza  del  deportato  Elio  Riello... 
Rodolfo Ridolfi, Domenico Vanni sovversivo per la libertà, Edizioni Marradi Free News, 2011

Elio Riello rilasciò alcuni chiarimenti, con integrazioni di notizie, sul verbale della Questura di Imperia del 15 giugno 1944, conclusivo, da parte fascista, delle precedenti indagini, che avevano portato agli arresti, qui di seguito citati, dei patrioti di Ventimiglia, Bordighera e zona, in don Nino Allaria Olivieri, Ventimiglia partigiana… in città, sui monti, nei lager 1943-1945, a cura del Comune di Ventimiglia, Tipolitografia Stalla, Albenga, 1999, pp. 9, 24: "... i punti fissi del costituendo Comitato di Liberazione di Ventimiglia erano il Cap. Silvio Tomasi, presidente, ed Elio Riello, segretario... Il costituendo C.L.N. di Ventimiglia, tramite il Baletti Emilio, aveva rapporti con il C.L.N. di Torino e precisamente con l'avv. Martorelli Renato. Nel frattempo il Cap. Tomasi aveva preso contatto con il Gruppo della Giovane Italia, operante attivamente soprattutto nella Stazione di Ventimiglia, i cui esponenti principali erano Muratore Olimpio e Rubini Alessandro. La Giovane Italia inoltre aveva fatto e continuava a fare azioni di proselitismo e cercava collegamenti con altri Gruppi che erano in azione, specie nella zona di Bordighera... Biancheri Antonio non era Capo del C.L.N. di Ventimiglia, ma uno degli esponenti maggiori della Resistenza a Bordighera... Tomasi Silvio era il capo del  C.L.N. di Ventimiglia... ]

... uno di questi, costituito da giovani ferrovieri nella Stazione Ferroviaria col compito di assicurare collegamenti, verrà più tardi scoperto ed i suoi membri arrestati e inviati in un campo di concentramento, dal quale non faranno più ritorno. 
Eccone i nomi:  Edoardo Ferrari, cantoniere [fucilato nella strage nazifascista del  Turchino] - Olimpio Muratore, alunno - Giuseppe Palmero, manovale [nato a Ventimiglia (IM) il 3 giugno 1924, residente a Ventimiglia, celibe, ferroviere, antifascista del gruppo Giovine Italia (che agiva alle dipendenze dell’omonima associazione clandestina repubblicana formata da molti ferrovieri di Ventimiglia, civili, militari e carabinieri - più di sessanta persone - associazione che prendeva ordini dal capitano Silvio Tomasi, già partecipe alla tragica campagna di Russia dell'ARMIR in seno all'89° Reggimento di Fanteria Salerno, di stanza per l'appunto a Ventimiglia, della Divisione Cosseria, Tomasi anch'egli passato da Fossoli, deportato a Mauthausen e là deceduto. L’organizzazione aveva lo scopo di ostacolare il traffico di materiale bellico sia in Francia sia in Italia, ritenendo imminente lo sbarco alleato. Il gruppo doveva occupare militarmente la stazione ed un tratto della linea ferroviaria, per preservarle da sabotaggi delle truppe nemiche durante la prevista evacuazione. Tra il 22 e il 23 maggio 1944  una ventina di affiliati furono arrestati per la delazione di due infiltrati). Palmero viene arrestato a Bordighera (IM) il 23 maggio 1944 e finisce nel Campo di Fossoli dopo il 6 giugno 1944. Riceve la matricola 1422. Viene fucilato al Poligono di Tiro di Cibeno il 12 luglio 1944 ed è riconosciuto da due conoscenti e identificato dal cugino] - Alessandro Rubini, capo stazione di I^ classe - Ernesto Lerzo, conduttore - Pietro Trucchi, conduttore - Eraldo Viale, operaio... [un altro ferroviere operante a Ventimiglia cadde nella Resistenza, Bruno Cianetti, capo squadra manovra,  fucilato, come indicano alcune fonti, a Pigna il 2 settembre 1944]
MARTIRIO E RESISTENZA della Città di Ventimiglia..., Op. cit.

[   Di quel manipolo di coraggiosi ferrovieri si salvò, invero, l’alunno d’ordine Filippo Airaldi. Riuscì dalle parti di Bolzano ad evadere e a lanciarsi dal carro merci che trasportava diversi detenuti in Germania. Aiutato da colleghi, 3 mesi dopo faceva rientro in provincia di Imperia. Arrestato ancora due volte, tornò ogni volta a combattere insieme ai partigiani in montagna. Il capitano Silvio Tomasi era anche un membro del C.L.N. di Bordighera (IM), del primo C.L.N. di Bordighera. Di questo Comitato vennero arrestati in quel periodo anche Ettore Renacci, anch'egli deceduto a Fossoli, e Tommaso Frontero, il quale ultimo invece sopravvisse alla terribile esperienza dei lager nazisti  ]

[…] uno scritto che dietro mia richiesta è stato gentilmente preparato dal dottor Ilo Martini, ex ufficiale dell’esercito, nominato Comandante della Divisione SAP “G.M. Serrati”. Lo scritto ciclostilato è intitolato Appunti, memorie e ricordi del Comandante Ilo Martini (Rolando) e porta la data dell’ottobre 1969: […] In primavera [del 1944] mi recai verso Arma di Taggia ove, tramite il CLN provinciale e quello locale, era stato fissato un incontro con il comandante ed il commissario di quel gruppo di azione partigiana […] Era importante prendere accordi sul piano operativo, coordinando le azioni con il CLN locale, il CLN provinciale, il Comando di zona delle formazioni partigiane e il nostro Comando Divisione “G.M. Serrati” […] Insistetti sulla necessità dei collegamenti zonali e settoriali, oltreché centrali, e diedi le istruzioni per prendere contatto con le formazioni di Sanremo, Bordighera, Ventimiglia, Riva e San Lorenzo, sino ad Imperia. Diedi incarico di organizzare un incontro con il Comando delle formazioni SAP di Sanremo e con quello di Bordighera e di Ventimiglia-confine. Fu anche ipotizzato un incontro con le forze operanti sulla costa francese di Mentone e Villafranca sino a Nizza […]” 
Carlo Rubaudo, Storia della Resistenza Imperiese (I Zona Liguria) - Vol. II. Da giugno ad agosto 1944, edito a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, Imperia, Dominici Editore, 1992

Intanto nell'entroterra si moltiplicano le azioni di guerriglia da parte dei gruppi partigiani formati in preponderanza da Ventimigliesi...
Nel giugno del 1944 un gruppo di 63 cittadini ventimigliesi, fra i quali una donna, già individualmente impegnati nella lotta di liberazione, si attestavano in località Cimone sui pendii nel Monte Grammondo (Frazione Villatella) non lontano dalla frontiera, organizzandosi come «Distaccamento Partigiano Grammondo» con raggio d’azione in Val Roia e Val Bevera, fra Olivetta San Michele, Airole e Ponte San Luigi.
Ecco le principali missioni del gruppo... [vedere a questo link]
6) a seguito di queste ed altre minori azioni, la sede del distaccamento veniva individuata dal Comando Tedesco e il Comando Partigiano decideva allora di spostarla oltre confine, sul pendio ovest del Grammondo in località Alborea [o Albarea] del Comune francese di Sospel, ... vengono imprigionati a Sospel, selvaggiamente torturati, massacrati...
[Un resoconto, comunque non esaustivo, della strage nazifascista di Sospel è riportato a questo link]
I superstiti, diversi dei quali feriti [tra i quali] Lippolis [Pietro Morgan Lippolis], curato dai Fratelli Maristi), passano a far parte di altre unità partigiane...
Nell'agosto 1944, a seguito dello sbarco sulle coste di Provenza delle truppe alleate, che ben presto liberavano interamente il Dipartimento di Nizza attestandosi sul nostro confine, i nostri partigiani prendevano contatto via terra e via mare (si veda la relazione sulla «Missione Corsaro») con i Comandi Alleati e gli appartenenti alla resistenza cominciarono a passare in numero sempre crescente la frontiera per arruolarsi nelle formazioni alleate e poter cosi più attivamente contribuire alla liberazione. 
Oltre ai partecipanti alla scuola sabotatori, di cui si fa cenno nel resoconto della «Missione Corsaro», furono parecchie decine i Ventimigliesi passati in Francia e incorporati nelle unità alleate.
Molti dei Ventimigliesi incorporati nelle unità alleate unita­mente a numerosi partigiani parteciparono alla fine marzo 1945 con le truppe alleate alla sanguinosa battaglia dell’Aution, che terminava con la cacciata delle truppe tedesche dal Bacino del Roia...
MARTIRIO E RESISTENZA della Città di Ventimiglia..., Op. cit.

Motivazione della medaglia d'argento (Decreto presidenziale 11 luglio 1972 in Gazzetta Ufficiale n. 319 del 9 dicembre 1972) concessa alla memoria per attività partigiana al partigiano Fulvio "Lilli" Vicàri, nato a Ventimiglia (IM) il 18 novembre 1919, che si era già distinto ai primi di luglio 1944 nella difesa di Rocchetta Nervina (IM) e nell'autunno successivo nelle battaglie per Pigna (IM), ufficiale di collegamento della V^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione", morto a difesa della polveriera, presa in possesso dai patrioti, di Gavano: Durante due giorni di cruenti combattimenti, sotto l'intenso fuoco dell'artiglieria e dei mortai avversari, infondeva nei commilitoni, con il suo sereno comportamento, coraggio e determinazione a resistere. Accortosi che una mitragliatrice pesante stava per essere catturata dal nemico, si lanciava alla testa di pochi ardimentosi al contrassalto, riuscendo a frenare l'impeto avversario ed a salvare l'arma. In una successiva azione contro una colonna nemica, colpito a morte, cadeva per la libertà della Patria. - Rocchetta Nervina (Imperia), 3 giugno 1944   Val Gaviano di Triora (Imperia), 15 marzo 1945

1 febbraio 1945 - Dal comando della V^ Brigata al comandante "Lilli" - Veniva comunicato al garibaldino "Lilli" il suo nuovo incarico al comando di Brigata "pur continuando a rimanere in Val Galvano ad estrarre tritolo dai proiettili d'artiglieria". 
da documento Isrecim in Rocco Fava, La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo II - Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Pedagogia - Anno Accademico 1998 - 1999

[  A Fulvio Vicàri venne in seguito intitolato il VI° Distaccamento del II° Battaglione "Marco Dino Rossi" della V^ Brigata   ]


La zona Nervia fotografata dalla collina di Collasgarba qualche giorno dopo il bombardamento del 10 dicembre 1943 - Fonte: Silvana Maccario di Camporosso (IM)
 
[  L'opuscolo MARTIRIO E RESISTENZA della Città di Ventimiglia..., Op. cit., dipinge, altresì, sempre in riferimento agli abitanti di Ventimiglia (IM), un quadro esauriente riferito alle vittime civili di guerra (spiccano le tragiche conseguenze dei terribili bombardamenti aerei del 10 dicembre 1943 sulla zona Nervia, a levante, e sulla zona Gianchette, poco a ponente del centro urbano), ai caduti militari sui vari fronti, ad altri caduti civili per altri fatti di guerra, ai caduti civili per azioni naziste, ai deportati politici, agli internati militari nei campi tedeschi e ad altri aspetti importanti di quel drammatico periodo.  ]


[ Altre fonti possono integrare ed ampliare questa panoramica, su altre situazioni, sulle interazioni con mirate azioni alleate, sui bombardamenti terrestri e navali degli alleati, sulle stragi compiute dai nazisti (Grimaldi, Torri, Ciotti, Latte), su altri partigiani, su altri antifascisti, sulla faticosa strada per costituire un C.L.N. Come, ad esempio, su Livio Duce, maggiore dei carabinieri caduto in Grecia in combattimento contro i tedeschi, o sui commercianti ebrei Bassi, Ettore, il padre, e Marco, il figlio, benefattori non solo degli ebrei stranieri in fuga, a causa delle Leggi Razziali del 1938, tramite Ventimiglia e zona verso la Francia nel periodo 1938-1939, ma anche benemeriti della città e del comprensorio, i Bassi, arrestati a Ventimiglia il 26 novembre 1943, incarcerati a Milano e deportati ad Auschwitz, da dove non fecero più ritorno.  ]

Fonte: Fondazione Gramsci 
I partigiani della V^ Brigata della II^ Divisione entrano in Ventimiglia il giorno della Liberazione