martedì 13 ottobre 2015

... e non sapevamo che era l'ultimo treno

Bordighera (IM), Stazione Ferroviaria
... Lasciammo Bordighera, prendemmo un treno e non sapevamo che era l'ultimo treno: poi i nazisti fecero saltare tutti i ponti del Roya. I tedeschi avevano già occupato Torino e dilagavano nei dintorni.
Alba ed io scendemmo a Trofarello. I nostri soldati, lasciati senza ordini, fuggivano senza sapere bene dove andavano. Alba salì su di un tavolo e fece un comizio di resistenza... 

… In anni di vita cosa posso salvare di me uomo? Valgono i momenti in cui mi sono profondamente ribellato, quando mi rifiutavo d'invadere paesi pacifici. E gli anni d'amore con Alba, quando eravamo ingenui e puri come forse solo i giovani possono essere… 
… con Alba meglio resistetti alle guerre e alle mie diserzioni. Con lei avevo un nucleo forte e Alba m'impediva di lasciarmi andare completamente dandomi una ragione di vita intima profonda. So che Alba in quegli anni mi ha salvato dalla morte…
Guido Seborga (Guido Hess), Occhio folle occhio lucido. Diario - Ceschina 1969 - Graphot 2012

...nel ‘39 si formò a Bordighera un gruppo orientato verso i partiti della classe operaia e in particolare verso il partito socialista guidato da Guido Seborga, coadiuvato da Renato Brunati (1), Lina Meiffret (1) e Beppe Porcheddu (1) (2). Gli aderenti stabilirono contatti a Torino con il gruppo di Alba Galleano, Giorgio Diena, Vincenzo Ciaffi. Tra gli altri [Domenico] Zucaro, Raf Vallone, Luigi Spazzapan, Umberto Mastroianni, Carlo MussaPietro Secchia, Enzo Nizza, Enciclopedia dell’Antifascismo e della Resistenza, Milano, La Pietra, 1968

Luigi Nuvoloni, nato a Sanremo (Imperia) il 9 settembre 1900, fucilato presso Borgomaro (IM) il 24 giugno 1944, comunista, nel 1938 era entrato in contatto con altri antifascisti del luogo e  nel 1940 aveva costituito a Bordighera un Comitato di settore del Partito comunista. Dopo l'armistizio entrò a far parte del cosiddetto "triangolo militare". Nel marzo del 1944, ricercato dalla Gestapo, fu costretto ad allontanarsi da Sanremo e si portò nella zona di Andora, dove riprese l'attività di organizzazione antifascista. Nuovamente costretto a porsi in salvo, Nuvoloni decise si raggiungere le formazioni partigiane. Col nome di battaglia di "Grosso" fu designato vice commissario politico della IX Brigata d'assalto Garibaldi "Felice Cascione", che è stata la prima Brigata partigiana costituitasi nella I Zona Liguria. Il 24 giugno 1944, durante un rastrellamento nel bosco di Rezzo, "Grosso" cadde in un'imboscata nemica. Nuvoloni, con alcuni compagni di lotta, si stava recando in auto a San Bernardo di Conio, un villaggio di Borgomaro. La vettura fu colpita da una bomba e "Grosso", ferito, fu catturato e fucilato sul posto. Quando, con l'irrobustirsi delle formazioni partigiane, la "Cascione" divenne Divisione, la quinta Brigata della Divisione fu intitolata a Luigi Nuvoloni

Verso la fine del '42 alcuni antifascisti di Bordighera, o ivi residenti, che precedentemente svolgevano un'attività contro il fascismo non coordinata, si riuniscono, e formano un gruppo organizzato. Fra questi antifascisti Tommaso Frontero allaccia il gruppo al PCI di Sanremo e prende contatto con i comunisti sanremesi Luigi Nuvoloni, Umberto Farina, Alfredo Rovelli. Ai primi del '43 si crea in Bordighera il comitato comunista di settore, con a capo Tommaso Frontero, Ettore Renacci e Angelo Schiva. In seguito a queste persone si aggiunsero altre, fra cui Charles Alborno, Siffredo Alborno, Pippo Alborno, l'architetto Mario Alborno (che prese poi il nome di battaglia Cecof), Renzo Rossi. Dopo il 25 luglio 1943 il gruppo entra in contatto con altri antifascisti di Bordighera, fra i quali Renato Brunati, indipendente. Al gruppo si aggregano nuovi elementi... Giovanni Strato, Storia della Resistenza Imperiese (I^ zona Liguria) - Vol. I: La Resistenza nella provincia di Imperia dalle origini a metà giugno 1944, Sabatelli Editore, Savona, 1976

(1) Brunati, Meiffret e Porcheddu furono attivi anche nelle prime iniziative successive all'8 settembre 1943, da cui doveva poi nascere il C.L.N. di Sanremo (IM)

(2) [...]  Aveva 49 anni Giuseppe Porcheddu, per tutti Beppe, quando scompare due giorni dopo il Natale del 1947. Illustratore di libri e riviste, pittore, scenografo, disegnatore di primo piano della squadra Lenci, per cui firma ceramiche e bambole, arredi e giocattoli. Un artista di successo, il motivo della fuga non può essere una questione economica. Anche perché la famiglia è abbiente, il padre Giovanni Antonio, ingegnere con tre lauree, emigrato operaio da Sassari finito a Torino, è stato il primo a credere nel futuro del cemento armato, ha importato la tecnica brevettata dal belga Hennebique e ci ha costruito, tra gli altri, il Lingotto, i ponti di corso Novara e di via Cigna, sulla Dora, il ponte Risorgimento a Roma, talmente innovativo che il Comune si rifiutò di anticipare i soldi, fino a costruzione avvenuta, nel timore che crollasse nelle acque del Po. Beppe non seguì la carriera paterna, a lui piaceva disegnare. Se ne accorse uno degli artisti che frequentavano la famiglia Porcheddu, Leonardo Bistolfi, quasi incredulo a vedere la maturità nel disegno del ragazzino. Elementari, medie e liceo a Torino, poi il Politecnico, senza dimenticare lo sport e lo studio del violino. Nel 1916, volontario, parte per la guerra, ma sul monte Tomba è gravemente ferito dallo scoppio di una granata. Trasferito all' ospedale militare di Carrara, salva per miracolo la gamba sinistra, ma è costretto da allora a camminare con il bastone. Le prime illustrazioni appaiono nel 1919 sul Pasquino, poi su un' infinità di altre testate, tra le quali il Corriere dei Piccoli e Topolino. è la letteratura per l' infanzia quella che più lo affascina. «I bambini sono più critici degli adulti», sostiene, e nelle illustrazioni per loro è particolarmente puntiglioso, da Racconti così di Gian Bistolfi al Tartarino di Daudet, dal Romanzo di Tristano e Isotta alle Avventure del barone di Munchhausen, dal salgariano I ribelli della montagna al Pinocchio pubblicato nel '42 da Paravia. Quest' ultimo è un capolavoro, con i disegni su carta grigia e nocciola, colorata a china e arricchita dal bianco della tempera. Non sono da meno i libri non destinati specificamente ai ragazzi, le Passeggiate storiche torinesi di Emilio Bruno, pubblicate nel 1939 da Frassinelli, o La tentazione di Sant' Antonio di Flaubert, per i tipi di Ramella nel 1946. Antifascista - pur firmando nel 1935 le illustrazioni del Balilla regale di Arnaldo Cipolla - ospita nella villa di Bordighera [Villa Llo di mare in Arziglia, a levante del centro abitato] durante la guerra moglie e figlia di Concetto Marchesi, il grande latinista, partigiano comunista. E poi due ufficiali britannici [un'incombenza, per così dire, di carattere morale, lasciata a lui in eredità spirituale da Renato Brunati, destinato a soccombere, come si è letto sopra, alla furia nazista; Brunati con il quale aveva collaborato non solo nel primo circolo clandestino antifascista di Bordighera, ma anche attivamente nei primi mesi della Resistenza, mettendo a disposizione per il transito di uomini, armi, materiali, diretti alla montagna, la citata villa in Arziglia] nascosti in una stanza vicino alla biblioteca, dove spesso un militare della Wehrmacht si presenta per chiedere a prestito uno dei tanti libri in tedesco che Porcheddu acquista per ispirarsi nei suoi disegni. Giovanna, figlia del disegnatore, sposerà a guerra finita uno dei due inglesi [Michael Ross]. L'altra, Amalia, convolerà lo stesso giorno con un altro ufficiale del Regno Unito di stanza in Liguria [Philip Garigue] (1). Beppe nel frattempo diventa, per un breve periodo, presidente del Cln di Bordighera [fattispecie non riscontrata nelle nostre fonti, tuttavia] [...]  
Leonardo Bizzaro, la Repubblica, 20 ottobre 2007
 
(1)
 

<< 8 maggio 1945
Un distaccamento americano di 35 militari a Bordighera, previsto per lo stesso giorno l’arrivo del resto della compagnia [...]
Il posto di controllo francese ripiega giusto di fronte agli americani [...]
Il capitano britannico incaricato del distretto di Bordighera è il cap. Garrigue [...]
Il cap. Garrigue ha già incontrato il sindaco di Bordighera e preso il controllo politico ed alimentare della città [...]
Si segnalano circa 500 partigiani a Bordighera e dintorni [...]
Salbat, Comandante del Sotto Settore del Basso Roia  >>
 
"Sempre Avanti", 19 ottobre 1945 - Fonte: Laura Hess