domenica 23 febbraio 2020

Il comando tedesco ordinò l'evacuazione degli abitanti di Airole (IM)

Una vista del paese di Airole (IM)
 
In base agli accordi presi a Casalecchio, nei pressi di Bologna, tra comandi supremi italiano e tedesco il 15 agosto 1943, la sostituzione del contingente italiano in Provenza con quello tedesco avrebbe dovuto ultimarsi entro il 9 settembre '43. Mentre le operazioni si stavano ultimando, giunse al comando dell'armata una comunicazione, "Memoria 44", in cui in previsione di una possibile aggressione tedesca veniva disposto che le divisioni Pusteria e Taro della IV armata fossero raccolte nelle valli Roja e Vermenagna "per interrompere le vie di comunicazione della Cornice..."                                         
Mario Torsiello (a cura di), Le operazioni delle unità italiane nel settembre-ottobre 1943, Stato maggiore dell'Esercito, Ufficio storico, Roma, 1975

Doc. 33 (BA-MA, RS 2-2/27) - Comunicazioni del Quartiermeister (sezione dello stato maggiore addetta, tra l'altro, ai rifornimenti ed all'amministrazione dei prigionieri di guerra) del II. SS-Panzerkorps all'Heeresgruppe B. 17-9-43: "Lungo la strada Cuneo - Ventimiglia, catturati al Colle di Tenda un btg. ed a Briga due btg. del 7° regg. Alpini. I cannoni del 5° regg. art., in posizione in montagna, privi dei serventi. A Saorgio, il ponte stradale e quello ferroviario fatti saltare [...]".       Carlo Gentile, Settembre 1943. Documenti sull'attività della divisione "Leibstandarte-SS-Adolf Hitler" in Piemonte, in Il presente e la storia: rivista dell'Istituto storico della Resistenza in Cuneo e provincia

Nel giugno del 1944 un gruppo di 63 cittadini ventimigliesi, fra i quali una donna, già individualmente impegnati nella lotta di liberazione, si attestavano in Località Cimone sui pendii nel Monte Grammondo (Frazione Villatella) [del comune di Ventimiglia (IM)] non lontano dalla frontiera, organizzandosi come «Distaccamento Partigiano Grammondo» [facente capo alla IX^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Felice Cascione", dai primi di luglio alla II^ Divisione "Felice Cascione", alla fine di luglio alla V^ Brigata "Luigi Nuvoloni"] con raggio d’azione in Val Roia e Val Bevera, fra Olivetta San Michele, Airole e Ponte San Luigi [...] il 14-7-1944 la 5^ e 6^ squadra, al comando del Capo Partigiano, assaltano la Caserma di Olivetta San Michele, catturando la sciarpa littorio Giavelli e tre militi [...]  il 18-7-1944 tre squadre di partigiani assaltano e distruggono la Caserma di Airole (VaI Roia), occupata dalle Brigate Nere e da soldati tedeschi, infliggendo al nemico forti perdite, morti e feriti [...]
MARTIRIO E RESISTENZA della Città di Ventimiglia nel corso della 2^ Guerra Mondiale, Relazione per il conferimento di una Medaglia d’Oro al Valor Militare - Edita dal Comune di Ventimiglia (IM), 10  aprile 1971 - Tipografia Penone di Ventimiglia (IM)

2/9/1944 […] Fermi e decisi, aggrappandoci ai cespugli, scivoliamo giù in mezzo alla roccia e raggiungiamo il piede del viadotto sulla sponda sinistra del fiume. […] Superato il grande ostacolo del Roia, ci dirigiamo verso il paese di Collabassa [Frazione di Airole (IM)]; sul sentiero, fra alberi di pino, incontriamo un giovane di Olivetta San Michele e lo convinciamo a seguirci; il suo nome di battaglia sarà "Pineta", proprio a ricordo del luogo in cui l’abbiamo incontrato. Oltrepassato l’abitato di Collabassa proseguiamo verso il torrente Bevera […]
Giorgio Lavagna (Tigre), Dall’Arroscia alla Provenza - Fazzoletti Garibaldini nella ResistenzaIsrecim, ed. Cav. A. Dominici, Oneglia Imperia, 1982

In  Val  Roya,  nei  primi  giorni  dopo  lo  sbarco [lo sbarco alleato in Provenza dell'agosto 1944],  giunsero  dall’Italia  tre  battaglioni  tedeschi  con  il  compito  di  «ripulire»  la  zona  dai  partigiani  italiani e francesi. La 148a divisione si attestò il 1° settembre su una linea da Roquebrune fino all’Authion.
Alberto Turinetti di Priero, Il «fronte alpino»: 1944-1945, in  Alpi in Guerra

Estate-autunno 1944 - Sfollamento a San Michele. Altri ricordi ferroviari
Dopo il primo bombardamento notturno e dopo due o tre notti passate nella galleria-rifugio di via San Secondo, si pensa di sfollare, anche perché l'alloggio è stato un po' danneggiato. La scelta di molti ventimigliesi cade su Airole e San Michele, per via della facile comunicazione ferroviaria con Ventimiglia, dove la vita e il lavoro continuano.
[...] Trovata sistemazione a San Michele, vi portiamo, sempre col treno, un po' di masserizie (letti, materassi, vestiario, oggetti di cucina). Si spera sempre che gli alleati "facciano presto", specialmente dopo lo sbarco in Provenza
dell'agosto. Ma proprio quest'ultima operazione sarà la generatrice delle più gravi vicende.
Il trenino per un po' di tempo fa il suo bravo dovere tra Ventimiglia e Piena, poi sposta il suo capolinea ventimigliese in zona Peglia (non ricordo più se per interruzione del ponte sul Roia o per non esporlo a mitragliamenti in stazione).
Una sera (ancora chiaro), quasi in arrivo a Bevera, sentiamo e vediamo volteggiare sopra di noi un paio di "caccia". Il treno si ferma, tutti giù di corsa verso il paese, a ripararci quanto possibile. Non succede nulla, quei piloti hanno avuto coscienza. Si riparte a notte fatta. Pochi giorni dopo il servizio ferroviario cessa di funzionare.
A Ventimiglia la situazione si aggrava. Bombardamenti, mitragliamenti, incursioni fulminee. Mancato il treno, si utilizza qualsiasi mezzo, biciclette, carri a trazione animale, perfino un carrello del Servizio Lavori (cioè uno di quei carrelli, non a motore, che circolano sui binari per la manutenzione), naturalmente usato una sola volta in discesa, ché spingerlo in salita sarebbe stato impossibile; infine si va anche a piedi.
Un mattino, transitando da Airole (meglio, sotto Airole, sulla statale), trovo un carro, trainato da un mulo, carico di giovani dell'esercito della R.S.I., che dalla loro caserma (il fabbricato mi pare ci sia ancora) si apprestano a scendere verso Ventimiglia. Tra essi alcuni amici che avevano fatto quella scelta. Mi invitano a salire ed io accetto di buon grado anche se, cammin facendo, "stringo" un po' all'idea di trovarmi in mezzo a un agguato di partigiani.
Come si intuisce, è ormai impossibile percorrere tutti i giorni il tragitto San Michele-Ventimiglia. Però bisogna andare perché si rischia di essere considerati assenti ingiustificati dal lavoro. Allora ci si ferma qualche notte a Ventimiglia, poi si va su e si ridiscende e così via [...]
Renato Pastorino, "Flashes" di guerra 1940-1945 in Renzo Villa e Danilo Gnech (a cura di), Ventimiglia 1940-1945: ricordi di guerra (con la collaborazione di Danilo Mariani e Franco Miseria), Comune, Studio fotografico Mariani, Dopolavoro ferroviario, Ventimiglia, 1995
 
18.9.1944
Nel pomeriggio da parte della V^ Brigata ["Luigi Nuvoloni" dell'appena costituita Divisione "Felice Cascione", trasformazione della precedente IX^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Felice Cascione"] è stato effettuato col Mortaio da 81 sulla rotabile Breil-Saorge un'azione di disturbo. È stato possibile tirare solo 11 bombe poiché al primo colpo si è rotto un mollone ammortizzatore di rinculo del mortaio. Sono stati colpiti l'autoparco ed il tratto di strada antistante. Sorpresa e scompiglio da parte dei tedeschi che hanno dato l'allarme generale nella zona sgomberando con evidente disordine l'autoparco, sospendendo la circolazione dei veicoli in detta zona e tirando da Breil coi mortai a Punta Arpetta credendo fossimo in postazione in detta località.
30-9.1944
Una pattuglia del VII Distaccamento della V Brigata si scontrava in perlustrazione con un pattuglione tedesco sopra Saorge. Ne seguiva un breve combattimento nel quale un tedesco veniva ferito. La nostra pattuglia rientrava illesa...
Da un documento ufficiale della II^ Divisione Garibaldi "Felice Cascione" edito in Mario Mascia, L'Epopea dell'Esercito Scalzo, ed. A.L.I.S, 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia

( [...] Verso la metà di Ottobre [1944] i patrioti dell'Abeglio [monte che separa a levante il paese da Rocchetta Nervina (IM)] scendono in Airole per procurarsi cibo. Bloccato il paese, chiuse le porte della Chiesa dove era molta gente per le funzioni serali, si procurarono un sacco di farina, un mulo col conducente per portarlo via e se ne ritornarono sui monti. Non c'era in paese che qualche tedesco addetto al comando, che non potè reagire; ma tedeschi e fascisti arrivarono ben presto da Ventimiglia a cospargere molte case di catrame, e darvi fuoco coi lanciafiamme per rappresaglia. Fortunatamente non tutte le case incatramate presero fuoco, le fiamme fecero nelle altre pochi danni limitati essendo muri e volte di buona e forte muratura. da Lorenzo Limon, Penna Vintimili, Edizioni Saste, Cuneo, 1962 )

Nell'Autunno del 1944 i tedeschi in ritirata distruggono completamente a mezzo di cariche esplosive macchinario ed edifici della centrale idroelettrica. Vengono distrutte anche le paratoie di presa e un tratto di galleria di derivazione che alimenta la centrale di Bevera [Frazione di Ventimiglia (IM), alla confluenza dell'omonimo torrente con il fiume Roia]. Distrutta anche la casa di abitazione del personale della centrale.

Il 28 Ottobre 1944 [...]

AVVISO PER LA POPOLAZIONE DI AIROLE
Per ordine del Comando Tedesco per le ore 13.50 tutta la Popolazione deve trovarsi in Piazza per prendere ordini molto urgenti.

Nel pomeriggio all'ora indicata il ventimigliese Palmero Giovanni Battista, sposato con un'airolese, su ordine del comando tedesco dalla scalinata legge alla Popolazione riunita sulla piazza il seguente proclama:
Data la situazione Militare forzata del giorno, il Comando Militare Tedesco ha preso la precauzione e la protezione della popolazione.
Ordina subito l'evacuazione dei seguenti luoghi Airole - Collabassa
[Frazione di Airole (IM)] - San Michele - Olivetta - Fanghetto [i tre principali abitati del comune di Olivetta San Michele (IM)] - Libri - Piena Bassa e Piena Alta [tre piccoli centri dell'attuale bassa Val Roia francese nel dipartimento delle Alpi Marittime].
Ordina che tutta la popolazione di Airole e Colla Bassa deve trovarsi per le ore 6.30 puntuale sulla strada Statale n 20 di Valle Roya di fronte al Pastificio Pallanca.
Ordina che tutta la popolazione di San Michele, Olivetta, Fanghetto, Libri e Piena deve trovarsi per le ore 7 precise di fronte al Municipio di San Michele.
La popolazione marcia sotto la protezione del Comando Tedesco. Tutti devono portarsi dietro lo stretto necessario per poter camminare. La prima marcia è di Km 25.
Appena la popolazione sarà passata tutti i ponti, gallerie e le mine stradali saranno fatte saltare.
Alcune Compagnie di Truppa Tedesca faranno visita in tutti i dintorni delle piccole Borgate e campagne per vedere se tutti hanno evacuato.
Chiunque verrà trovato sarà calcolato come bandito e sarà subito fucilato.
Nessuno può avviarsi verso Ventimiglia perchè anche
Ventimiglia dovrà evacuare.
La strada è controllata ai posti di blocco e chi verrà trovato sarà passato per le armi.
La vallata è in pericolo di essere occupata da 3000 banditi che si trovano sulle montagne.
Il forno deve lavorare sino alla mezzanotte per poter dare il pane alla popolazione per il viaggio.
Per gli ammalati e vecchi vi sarà una autoambulanza per il trasporto.


La mattina del 29 giorno di Domenica, Airolesi, Olivettani, Collantini, San Michelesi, Fanghettani e Penaschi sotto una pioggia battente si avviano a piedi verso Breglio [Breil-sur-Roya, bassa Val Roia francese, dipartimento delle Alpi Marittime].
Avevano con sè poche robe che potevano portare in sacchi, valige e pacchi. Qualcuno aveva anche la capra, qualche donna una gallina. Seguivano in autocarro ammalati, vecchi e bambini.
Vigilati da soldati armati, marciavano tristi per l'abbandono  del paese in circostanze ben diverse da quelle del precedente esodo.
A Breglio la pioggia cessò, il paese era deserto, la popolazione l'aveva sgombrato da poche ore. Pernottarono a Fontan [Val Roia francese, dipartimento delle Alpi Marittime] nel cinematografo e in Chiesa.
Il giorno 30 ripresero la marcia per Tenda, donde proseguirono in treno per Torino.
Durante la sosta a Tenda [Val Roia francese, dipartimento delle Alpi Marittime] alcuni si erano sbandati. Capre e galline erano state vendute o mangiate. A Torino furono ricoverati nelle casermette di Borgo San Paolo.
Alcuni Airolesi che avevano evitato di sgomberare il paese si rifugiarono nelle campagne e altri a Trucco [Frazione di Ventimiglia (IM)].
Ricordano i vecchi:
Oltre ad abbandonare le case senza aver potuto portare alcuna cosa, abbiamo lasciato gli alberi d'olivo carichi di frutto per un'annata quale non si ricordava da anni.

Lorenzo Rossi, Airole 500 anni. La storia di un paese nella cronaca di cinque secoli, Comune di Airole, Stabilimento grafico "Priamar" di Savona, 1998
 
Centrale idroelettrica di Airole (IM): part.

16 febbraio 1945 - Dal comando del I° Battaglione "Mario Bini", prot. n° 45, al comando della V^ Brigata  e al comando della II^ Divisione - Comunicava...  che a Briga Marittima erano stanziati circa 100 uomini tra tedeschi e russi, oltre a 40 genieri della RSI; che sempre da Briga erano fuggiti una ventina di soldati, in prevalenza russi, ricercati dai tedeschi; che Tenda era stata bombardata da aerei alleati, che avevano causato la morte anche di 2 ufficiali; che Fontan, Saorge, Forte Tirion e San Michele  [Frazione di Olivetta San Michele (IM)] erano occupati da tedeschi, che Breil, Libri, Piena e Olivetta [il borgo principale di Olivetta San Michele] erano terra di nessuno.

30 marzo 1945 - Dal Comando della I^ Zona Operativa Liguria al comando della II^ Divisione "Felice Cascione" ed al comando della VI^ Divisione "Silvio Bonfante" - Direttiva di stilare piani adeguati per impedire tentativi nemici di sabotaggio degli impianti elettrici di San Dalmazzo di Tenda, Airole, Oneglia e Bevera. "Occorre disarmare con urgenza le guardie nemiche prima che accada l'irreparabile". 

19 aprile 1945 - Da "Tina" [probabilmente Battistina Mucignat, nata a Rezzo (IM) il 29/10/1916, patriota della IV^ Brigata "Elsio Guarrini"] al comandante [della II^ Divizione "Felice Cascione"] "Vittò" [Giuseppe Vittorio Guglielmo] - Segnalava che "Briga è campo libero, nella notte partiranno tutte le truppe, nella giornata in corso non opereranno alcuna sortita, regolarsi di conseguenza".

da documenti Isrecim in Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo II - Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Pedagogia - Anno Accademico 1998 - 1999  ]

Il 25 Aprile del 1945, terminata la Seconda Guerra Mondiale, poco per volta ritornano come possono gli abitanti.
Il paese da sei mesi abbandonato è devastato, la maggior parte delle case bruciate e quelle risparmiate dalle fiamme sono vuote vuote, demolite le porte e finestre, non esiste luce elettrica, le campagne abbandonate, la Piazza invasa dalle erbe.
In questo allucinante scenario una sola risorsa, l'ulivo.
Nell'inverno e nella primavera del 1945 l'Esercito Germanico per procurarsi olio diede inizio alla raccolta delle olive utilizzando per aramare ossia bacchiare e far scendere il frutto dagli alberi, abitanti di Rocchetta, Dolceacqua [in Val Nervia] e Trucco che venivano trasportati in paese con autocarri militari.
La maggior parte della raccolta avvenne nelle terre del Piano vicine al paese e questo lavoro costò anche morti per causa dei bombardamenti e mitragliamenti degli Anglo Americani quando dall'alto notavano i teli stesi nelle fasce per la raccolta.
Ciò nonostante quando agli inizi di Maggio ritornano gli abitanti trovano ancora la grandissima parte degli alberi con i frutti pendenti e per terra le olive cadute mantenutesi in buonissimo stato stante l'erba alta cresciuta nelle fasce.
[...]
L'olio prodotto viene consumato, barattato , venduto e anche portato di contrabbando in Francia quasi giornalmente da decine di paesani che a spalle utilizzano tutti i sentieri conosciuti in ispecie partendo dalle campagne del Fasceo.
Il paese è in questo periodo occupato da truppe Francesi ed il 5 Maggio viene in Airole in visita il Comandante Francese Generale Doyen. Appaiono sui muri scritte favorevoli al passaggio alla Francia.
Uno dei primi provvedimenti delle Autorità d'occupazione Francesi è quello di dare un autogoverno al paese e a questo scopo nominano Sindaco di Airole il sig. Molinari Vincenzo (Vinsè).
L'Amministrazione Militare Francese nella persona del Capo di Battaglione Girard l'11 Giugno organizza il rimpatrio di 750 persone provvenienti da Torino ed abitanti in Airole e Olivetta San Michele.
Vengono disposti 3 convogli di 20 camion con partenza da Cuneo nei giorni 12, 15 e 18 Giugno con l'accompagnamento di 2 interpreti. Viene predisposto un posto di ristoro a Borgo San Dalmazzo [(CN)].
Terminata la Guerra e rientrata la popolazione, piano piano cominciarono a ritornare anche gli airolesi militari sparsi in tutta Europa, dalla Germania ai Balcani, dalla Francia al Sud Italia e alcuni dall'Africa e dall'Australia dove erano finiti nei campi di prigionia. La lenta ripresa fu ostacolata anche dal gravissimo pericolo dei residuati bellici, mine in particolare, che apportarono morti e feriti specialmente nella zona di Collabassa. [...]
Lorenzo Rossi, Op. cit.

... in seconda urgenza  [lavorare al ripristino dei] ponti ad Airole nella Val Roia... Ad Airole, che era stata completamente evacuata, c'è una scarsa presenza di truppe e si aggirano solo pochi abitanti...
documento dell'Armata Francese in data 14 maggio 1945

domenica 2 febbraio 2020

Un documento della V^ Brigata Garibaldi "Luigi Nuvoloni" del 2 novembre 1944



in don Ermando MichelettoLa V^ Brigata d’Assalto Garibaldi “Luigi Nuvoloni” (Dal Diario di Domino nero Ermando Micheletto), Edizioni Micheletto, Taggia (IM), 1975

Sulle battaglie partigiane per Pigna (IM) si può vedere anche a questo link, mentre sui nomi che compaiono nel documento qui sopra riprodotto si aggiungono le seguenti note:

Leo (il mortaista) [prof. Vittorio Curlo, in quel periodo comandante del IX° Distaccamento della V^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione"Felice Cascione"] 

Fragola (Doria) [Armando Izzo, in seguito comandante della V^ Brigata. Insieme a Ferdinando Peitavino (Silla) fu il creatore e l’animatore del giornale "Il Garibaldino", stampato clandestinamente per un breve periodo del 1944 a Realdo, Frazione di Triora (IM)]

Gino [Luigi Napolitano di Sanremo (IM). Dalle formazioni autonome di "Mauri" a marzo 1944 passò definitivamente alle formazioni Garibaldi dell'estremo ponente ligure. Per le sue doti di coraggio e spirito combattivo veniva subito nominato comandante del 2° Distaccamento che, per l'aumentato numero di volontari, divenne poi Battaglione. Come risulta da un rapporto, era considerato dai nazi-fascisti "elemento assai pericoloso". Protagonista di un gran numero di battaglie tra le quali: Carpenosa, Giugno 1944; Badalucco (IM), 29 giugno 1944; Ceriana (IM), Agosto 1944; Carmo Langan, 8 ottobre 1944 e febbraio 1945; Baiardo (IM), marzo 1945. Ferito in combattimento a Baiardo. Commissario politico del I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata. Vice comandante (come da circolare della II^ Divisione "Felice Cascione" del 29 gennaio 1945) della V^ Brigata - Fonte: Isrecim] 

Lilli [Fulvio Vicari]  (1)

Leo (IV° Distaccamento) [Stefano Carabalona, da dicembre 1944 comandante della Missione Militare presso il Comando Alleato]

Musso [dovrebbe trattarsi di Lorenzo Musso, Sumi, in seguito Commissario Politico al Comando Operativo della I^ Zona Liguria]

Cecoff [Mario Alborno di Bordighera (IM), da dicembre 1944 vice commissario della IV^ Brigata "Elsio Guarrini"]

Orsini [Agostino Bramè]

Ivano [o anche Vitò/Vittò, Giuseppe Vittorio Guglielmo, organizzatore di una delle prime bande partigiane in provincia di Imperia, dal 7 luglio 1944 comandante della V^ Brigata, dal 19 Dicembre 1944 comandante della II^ Divisione]
   
(1) Il partigiano Fulvio "Lilli" Vicàri, nato a Ventimiglia (IM) il 18 novembre 1919, che si era già distinto ai primi di luglio 1944 nella difesa di Rocchetta Nervina (IM) e nell'autunno successivo nelle battaglie per Pigna (IM), ufficiale di collegamento della V^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione", morì a difesa della polveriera, presa in possesso dai patrioti, di Gavano. Questa la motivazione della medaglia d'argento (Decreto presidenziale 11 luglio 1972 in Gazzetta Ufficiale n. 319 del 9 dicembre 1972) concessa alla memoria per attività partigiana: Durante due giorni di cruenti combattimenti, sotto l'intenso fuoco dell'artiglieria e dei mortai avversari, infondeva nei commilitoni, con il suo sereno comportamento, coraggio e determinazione a resistere. Accortosi che una mitragliatrice pesante stava per essere catturata dal nemico, si lanciava alla testa di pochi ardimentosi al contrassalto, riuscendo a frenare l'impeto avversario ed a salvare l'arma. In una successiva azione contro una colonna nemica, colpito a morte, cadeva per la libertà della Patria. - Rocchetta Nervina (Imperia), 3 giugno 1944   Val Gaviano di Triora (Imperia), 15 marzo 1945

Il partigiano Giovanni Rebaudo** Jeannot/Janot/Janò/Monaco ricordava in una sua memoria [documento Isrecim]: Dopo aver camminato in salita per circa mezz'ora, siamo arrivati su un costone in vista della polveriera di Gavano, che si intravvedeva nel vallone sottostante. Era nostra intenzione passare di lì a fare una visita a Fulvio Vicari (Lilli) che sapevamo trovare insieme ai suoi artificieri. Purtroppo appena arrivati dovevamo apprendere una tragica notizia... “Lilli” era diventato un esperto artificiere nel fabbricare mine e preparare le cariche. Nel periodo di attività da guastatore e artificiere, oltre al pezzo di strada fatta saltare la notte di capodanno, “Lilli” aveva diretto parecchie altre azioni nella battaglia dei ponti. La polveriera di Val Gavano era rifornitissima di granate e di proiettili di artiglieria di grosso calibro. Era una polveriera che riforniva tutto il settore della G.A.F. (Guardia alla frontiera) sul fronte occidentale nel periodo della guerra contro la Francia... di stanza nella caserma di Arma di Taggia negli anni dal 1941 al 1943 sovente ero già andato proprio in quella polveriera a fare rifornimenti di proiettili per le esercitazioni...

... Dopo l'eccidio di Gordale, passando per Val Gavano seppi della morte di Lilli, morte straziante.
Posta la salma in una cassa i partigiani presenti organizzarono un presentat-arm. Segno affettuoso senza dubbio. Mi si era presentata la donna amata da Lilli, colei che alcuni ritenevano responsabile delle sue imprudenze. Mi si era consigliato di farla fucilare, ma ebbi pietà di lei. Si era inginocchiata ai piedi e mi abbracciava le ginocchia piangendo e pronunciando la frase Povero bimbo mio ... Fragola Doria [Armando Izzo] in don Ermando Micheletto,  Op. cit.


** Giovanni Rebaudo [famiglia di Pigna (IM), poi residente a Ventimiglia dalla Liberazione sino alla morte], nato a Monaco Principato il 29 novembre 1921. Militò nella Resistenza in seguito ai bandi di arruolamento della R.S.I. del 24 giugno 1944. Come molti altri giovani preferì combattere per la libertà, anziché al servizio dell'occupante tedesco. Entrò a far parte del Distaccamento di Buggio [Frazione di Pigna (IM)] comandato da Carlo Cattaneo "Carletto", di Ventimiglia, Distaccamento che operava nella zona di Carmo Langan [Comune di Castelvittorio (IM)]. Dopo una settimana, il 2 luglio 1944 ebbe il suo battesimo del fuoco con la battaglia di Castelvittorio. Dopo il relativo sbandamento si ricompose a Cima Marta un distaccamento comandato da Basilio Mosconi [Moscone, in seguito comandante del II° Battaglione "Marco Dino Rossi" della V^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni"]. Con questo partecipò a numerose ed importanti azioni: a fine luglio 1944 distruzione del primo ponte sul torrente Nervia tra Isolabona (IM) e Pigna per tagliare i rinforzi ai tedeschi; a Passo Muratone e Monte Lega con la cattura di un cannone nemico, che venne poi usato contro la caserma di Dolceacqua (IM); presa di Pigna e difesa della sua Repubblica Partigiana. Tra l'8 e il 18 Ottobre 1944 partecipò con tutta la II^ Divisione d'Assalto Garibaldi "Felice Cascione" alla ritirata su Fontane [Frazione di Frabosa Soprana (CN)] passando da Viozene [Frazione di Ormea (CN)]. In novembre ci fu il rientro in Liguria a riprendere i territori abbandonati, ricostituendo le Brigate. << Il 6 gennaio 1945 Giovanni Rebaudo si batté fra Agaggio e Glori [Frazioni di Molini di Triora (IM)] contro i militi del Battaglione Monterosa di stanza a Molini di Triora, lasciando, come si potrebbe notare in Rocco Fava, di Sanremo (IM), "La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945)" - Tomo I - Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Pedagogia - Anno Accademico 1998 - 1999, un'immediata relazione scritta [documento Isrecim], in cui tra l'altro si evince che "i fascisti scappando abbandonarono 2 muli, uno carico di un mortaio da 81 mm e rispettive munizioni, l'altro di dolci per festeggiare la befana fascista". >> A marzo andò in missione a Pigna per ricostituire una formazione: qui subì il rastrellamento del 10 marzo 1945 che portò alla cattura di numerosi ostaggi ed alla fucilazione di 14 suoi compagni partigiani a Latte [Frazione di Ventimiglia (IM)]. Il 24 aprile 1945 era con tutta la  II^ Divisione "Felice Cascione" a Baiardo (IM) quando il Comandante Vitò [Vittorio Giuseppe Guglielmo] dispose il piano di occupazione della costa... da Vittorio Detassis su Isrecim