giovedì 8 aprile 2021

Fucilati sulla porta del cimitero del paese

Dolceacqua (IM): Monumento ai Partigiani Caduti

[...] La Val Nervia aveva capisaldi nazifascisti a Dolceacqua (IM) ed a Pigna (IM) in ben munite caserme. Da tali caserme i nemici facevano puntate sui monti sovrastanti per impedire la formazione di bande partigiane.[...] nella primavera appena iniziata del 1944 [...]
don Ermando Micheletto, La V^ Brigata d’Assalto Garibaldi Luigi Nuvoloni (Dal Diario di Domino nero Ermando Micheletto), Edizioni Micheletto, Taggia (IM), 1975

2.9.1944
Distaccamenti della V^ Brigata combattono oltre Pigna (IM). A Dolceacqua (IM) colpi di cannone dei partigiani hanno messo fuori combattimento due carri armati tedeschi tipo "Tigre". I tedeschi hanno abbandonato diverse zone. Una squadra del Distaccamento Comando della V^ Brigata, dopo aver fatto un'azione di cannoneggiamento sulle posizioni tedesche di Dolceacqua (IM), attaccava sulla rotabile Pigna-Isolabona (IM) un'ottantina di tedeschi, che tentavano di passare il ponte rotto per entrare in Pigna. Dopo parecchie ore la squadra ripiegava perché i tedeschi abbandonavano la zona. Da parte tedesca tre morti e diversi feriti. Per quanto riguarda i partigiani, veniva preso prigioniero il Vice Comandante "Fuoco" e si registravano due feriti.
documento ufficiale della II^ Divisione Garibaldi "Felice Cascione" riprodotto in Mario Mascia, L'Epopea dell'Esercito Scalzo, ed. A.L.I.S, 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia

A fine settembre [1944] i presidi tedeschi di Isolabona e di Dolceacqua furono notevolmente rafforzati.
Mario Mascia, Op. cit.

Prima del nostro arrivo [fine settembre 1944] le forze tedesche e fasciste operanti da ISOLABONA e DOLCEACQUA  avevano tentato 3 volte senza successo di entrare a PIGNA. 
capitano G. K. Long, artista di guerra, Relazione sulla Missione Flap, documento inedito rispetto all'opuscolo di cui infra, rintracciato, tuttavia, a cura di Giuseppe Mac Fiorucci per la preparazione del suo Gruppo Sbarchi Vallecrosia, Ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia - Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM), 2007>

[...] il disarmo di una squadra di militi del battaglione San Marco attuato il 27 agosto del 1944 da parte di una pattuglia del 4° Distaccamento della V^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni". Tra i caduti si segnalano i due giovanissimi fratelli Amelio e Giuseppe Rondelli, catturati dalle SS il 23 novembre 1944 e fucilati sulla porta del cimitero del paese due giorni dopo.
Andrea Gandolfo, La provincia di Imperia. Storia, arti, tradizioni, Blu Edizioni, 2005
 
Amelio e Giuseppe Rondelli, fratelli di 16 e 19 anni, arrestati il 23 novembre 1944 nella loro casa in località Giuncheo a Camporosso. I motivi della loro cattura sono al momento ignoti. Fermati da due militi fascisti e da due soldati del 34 I.D. Grenadier - Regiment 253, vennero tenuti due giorni nella caserma di Camporosso e, nel tardo pomeriggio del 25 novembre, vennero fucilati presso la porta del cimitero di Dolceacqua. Il più anziano dei due fratelli venne lasciato in agonia tutta la notte e la mattina, ancora in vita, finito da un colpo di pistola sparato da un milite delle Brigate Nere.
Giorgio Caudano [  La libera Repubblica di Pigna. Parentesi di democrazia (29 agosto 1944 - 8 ottobre 1944) (a cura di Paolo Veziano con il contributo di Giorgio Caudano e di Graziano Mamone), Comune di Pigna, IsrecIm, Fusta Editore, 2020; Giorgio Caudano, Dal Mare alla Trincea... memorie di uomini, BB Europa, Cuneo, 2019; Silvia Alborno, Gisella Merello, Marco Farotto, Marco Cassini, Giorgio Caudano, Franck Vigliani, curatori della mostra Claude Monet, ritorno in Riviera, catalogo a cura di Aldo Herlaut, Silvana Editoriale, Milano 2019; La Magnifica Invenzione. I pionieri della fotografia in Val Nervia 1865-1925, a cura di Marco Cassini e Giorgio Caudano, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, 2016  ]

[…] il 25 [novembre 1944] a Dolceacqua subiscono la stessa sorte: Giuseppe Rondelli e Amelio Rondelli, rispettivamente di anni 16 e di anni 19, catturati dalla S.S. due giorni prima...
Sulla commovente fine dei Rondelli, la loro sorella racconta: 
"Era il giorno 25 di novembre, Amelio e Giuseppe erano ancora addormentati, quando sentirono bussare violentemente alla porta. Furono obbligati ad uscire con le mani alzate… Erano quattro gli accompagnatori: due Tedeschi e due fascisti di Dolceacqua". 
Nel tratto di strada in località Giuncheo i Rondelli incontrarono la madre che tornava da Soldano; questa, vedendo i figli così scortati, rabbrividì ed esclamò: "Cosa fanno le mie creature in mezzo a questi venduti? E' una vergogna, lasciateli!" Ma i fascisti fecero prigioniera anche lei. Condussero madre e figli a Camporosso al Comando provvisorio, poi lì caricati sopra un furgone blindato e li portarono al Comando di Dolceacqua. 
Lì la madre fu messa insieme ad altri ostaggi, separata dai figli. 
A questi, picchiati a sangue, fu ordinato di fare tre volte il giro del paese e alla popolazione fu detto che quello era un piccolo esempio di quanto sarebbe successo a chi si fosse ribellato ai nazifascisti ed alle S.S. 
I fratelli Rondelli, trascinati per le vie del paese sanguinanti, non versarono una lacrima, ma con il volto rivolto in alto dissero: "Viva la Libertà! Siamo certi che il nostro sacrificio non sarà inutile". 
Furono ancora percossi e trascinati verso il cimitero, ma strada facendo, incontrarono un ragazzo di Bevera che viveva in montagna con i partigiani e che, conoscendo i Rondelli, rivolse loro un fuggevole saluto: così fu fatto pure lui prigioniero. 
Quando giunsero sulla porta del cimitero Amelio fu fatto passare per primo, poi l'amico, infine Giuseppe. 
Questi chiese come sola grazia di poter vedere per l'ultima volta la sorella, ma questo desiderio non venne esaudito. 
I tre prigionieri furono messi di fronte. Sapevano che per loro era giunta la fine ed in un ultimo slancio di generosità i due fratelli, pensando di salvare il compagno, dissero ad alta voce, mentendo: "Non vogliamo stare insieme a questo sporco fascista che ci fa schifo! ".
Il ragazzo fu liberato, mentre a loro fu dato un badile perché si scavassero la fossa. 
Messi vicini, con una raffica di mitra vennero falciati. Erano le 19.30 del 25 novembre 1944. 
I nazifascisti li lasciarono a terra e si allontanarono chiudendo il portone del cimitero. 
Nella notte Giuseppe, ferito gravemente ma ancora in vita, vedendo suo fratello che giaceva accanto, lo prese tra le braccia per rianimarlo, ma Amelio era morto; allora lo strinse al petto. 
Abbracciati furono trovati il giorno dopo, quando qualche passante, udendo dei lamenti, andò ad avvisare il Comando tedesco.
Fra quelli che si recarono sul posto c'era anche un dottore, il quale disse che il ragazzo si sarebbe ancora potuto salvare con delle cure adatte; ma un fascista estrasse la pistola e lo finì.
Così si concluse la vita di questi due ragazzi, travolti dalla ferocia e dall'odio degli uomini..."
Francesco Biga, Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. III. La Resistenza nella provincia di Imperia da settembre a fine anno 1944, a cura dell'Amministrazione Provinciale di Imperia e con il patrocinio dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, Milanostampa Editore, Farigliano, 1977

Nell'inverno e nella primavera del 1945 l'Esercito Germanico per procurarsi olio diede inizio alla raccolta delle olive utilizzando per "aramare" ossia bacchiare e far scendere il frutto dagli alberi, abitanti di Rocchetta, Dolceacqua e Trucco che venivano trasportati in paese con autocarri militari.  
Lorenzo Rossi, Airole 500 anni. La storia di un paese nella cronaca di cinque secoli, Comune di Airole, Stabilimento grafico "Priamar" di Savona, 1998


Dolceacqua (IM): la Chiesa di San Giorgio, adiacente al cimitero

4 gennaio 1945 - Dal comando del I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione",  prot. n° 32, al comando della V^ Brigata - Relazione militare: a Isolabona (IM) si trovavano 200 tedeschi, così come ad Apricale (IM); a Dolceacqua (IM) 300 tedeschi...

9 marzo 1945 - Dalla Sezione SIM del II° Battaglione "Marco Dino Rossi",  prot. n° 12, al comando della V^ Brigata - Segnalava che ... Dolceacqua (IM) era presidiata da circa 500 tedeschi dotati di 400 cavalli...

15 marzo 1945 - Dal comando della V^ Brigata, prot. n° 342, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria ed al comando della II^ Divisione - Comunicava che... sembrava che a Dolceacqua con i nuovi arrivi vi fossero addirittura 2.000 tedeschi con 500 muli al seguito...

22 marzo 1945 - Dalla Sezione SIM della V^ Brigata, prot. n° 352, alla Sezione SIM della II^ Divisione - Comunicava che... a Dolceacqua i nemici superavano le 2.000 unità con una dotazione di "un alto numero di quadrupedi"...

23 marzo 1945 - Dalla Sezione SIM [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni", prot. n° 353, al comando della I^ Zona Operativa Liguria ed al comando della II^ Divisione "Felice Cascione" - Comunicava che ... a Dolceacqua vi erano più di 2.000 nazifascisti...

2 aprile 1945 - Dalla V^ Brigata, Sezione SIM (Servizio Informazioni Militari), prot. n° 370, al Comando della I^ Zona Operativa Liguria ed al comando della II^ Divisione - Veniva comunicato che circa 1000 tedeschi avevano lasciato il fronte di Ventimiglia, dove tuttavia permaneva una divisione. Che tutti i comandi tedeschi erano in procinto di essere trasferiti a Vallebona e a Borghetto [San Nicolò, Frazione di Bordighera]. Che il nemico aveva minato le strade di San Biagio della Cima, di Soldano, di Camporosso, di Dolceacqua...

da documenti IsrecIm in Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e della Storia Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo II - Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Facoltà di Scienze della Formazione, Corso di Laurea in Pedagogia - Anno Accademico 1998 - 1999
 
Il 18 marzo 1945 durante un rastrellamento fascista a Dolceacqua vengono arrestati Balbo Paolo, Piuri Adolfo, Rosso Giuseppe, Sasso Emilio e Verrando Giuseppe. Dopo esser stati interrogatii dai fascisti brigadiere repubblicano Verardi Achille, Maresciallo Stillo Giuseppe e caporal maggiore Piccinini Pietro, vennero consegnati al Comando Tedesco di Bevera, Frazione di Ventimiglia (IM) nella casa del Barone Galleani. Il gruppo di Dolceacqua e quello di Bordighera, di cui facevano parte Biancheri Paolo e i fratelli Biancheri Bartolomeo e Ettore, dopo pochi giorni di prigionia e presumibilmente sottoposti a torture, vengono fucilati in località forte San Paolo.
Giorgio Caudano