sabato 13 luglio 2013

Su proposta dei Comandi alleati Corsaro e Pascalin entrarono a fare parte dell'organizzazione americana O.S.S.

 
Questa immagine riproduce la prima pagina di un rapporto segreto inglese, redatto dal capitano G. K. Long, artista di guerra, in riferimento alla Missione Flap, condotta, con culmine nell'ottobre 1944, tra i Partigiani, nel Basso Piemonte, del comandante Mauri, e i Partigiani della I^ Zona Operativa Liguria: l'ultimo aspetto è quello che qui interessa.
Il documento in questione é stato rintracciato, ma non pubblicato, a cura di Giuseppe "Mac" Fiorucci per la preparazione del suo Gruppo Sbarchi Vallecrosia, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia <Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM) >, 2007.
Della Missione Flap scrisse anche il capitano Paul Morton, canadese, corrispondente di guerra, in Mission Inside, ma pubblicato solo nel 1979 a Cuneo da L'Arciere, soprattutto per le insistenze di partigiani piemontesi.
Adriano Maini

Rosina (Luciano Mannini) racconta: Il servizio di informazioni militari, esplicato dalla missione «Leo» in Italia con i comandi alleati, ebbe inizio alla fine del settembre 1944, con l'arrivo nella zona della V^ Brigata [d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni"] di ufficiali americani ed inglesi giunti attraverso i passi montani dal Piemonte, ove erano stati paracadutati [...] Fragola-Doria (Armando Izzo) racconta: [...] Durante tutto il sette ottobre la calma regnò assoluta [...] Approfittammo della tregua per porre in salvo la missione alleata, la quale venne accompagnata fino ad un punto di ritrovo in prossimità del fronte germanico, ove le staffette già predisposte avrebbero dovuto guidarla, attraverso le linee nemiche, fino alla terra di Francia. Come fummo in seguito informati dal comando alleato l'operazione venne effettuta con pieno successo e senza la perdita di un sol uomo. Durante la stessa notte il nemico si pose in movimento.
Mario Mascia, L'Epopea dell'Esercito Scalzo, Ed. ALIS, 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia

Ventimiglia (IM)

Il comandante "Leo", Stefano Carabalona, che, impegnato in quei giorni come comandante di Distaccamento nella strenua, ancorché vana, ma gloriosa, difesa di Pigna (IM) e dell'appena sorta, omonima Repubblica, era già in grado di indicare ai componenti della Missione un modo per rientrare nelle linee alleate via mare. E Carabalona ben presto assunse la carica di comandante della Missione Militare (dei Partigiani Garibaldini) presso il Comando Alleato in Costa Azzurra.
Il trasferimento a Ventimiglia (IM) del relatore del dossier “Flap“, capitano G. K. Long,  del capitano Paul Morton, di un britannico, ex prigioniero di guerra, William McClelland, delle Guardie Scozzesi, e di Bob La Roche, sergente mitragliere americano. Aiutati da una guida, Piero Pierino Loi. Loi, capo gruppo in seno alla già citata V^ Brigata e in procinto di divenire, con altri patrioti, membro della Missione Corsaro, con sede a Ventimiglia (IM), guidata da Giulio Caronte/Corsaro Pedretti. Loi accompagnò per la maggior parte del percorso su colline questi alleati. Alcuni di loro, il capitano Lees, comandante della Missione, con molti documenti,  due altri statunitensi delle forze dell'aviazione (tutti gli americani qui citati erano stati abbattuti, ma si erano salvati ed erano riusciti a sfuggire ai nazifascisti) ed altri tre ex-prigionieri britannici, tentarono, invece, con successo in due turni di raggiungere la Francia ormai liberata per le vie dei monti (Tenda, Olivetta San Michele)]. I due ufficiali del gruppo accompagnato da Loi entrarono in Ventimiglia vestiti da contadini.

Dolceacqua (IM): lungo la strada per Rocchetta Nervina, in prossimità del torrente Barbaira

E vestito da contadino, un contadino che accudiva degli ovini nei pressi del bivio della strada provinciale tra Rocchetta Nervina (IM) e Dolceacqua (IM), in modo da rendere sicuro il loro passaggio in loco fu anche Ampelio Elio Bregliano, dell'altro costituendo gruppo di contatti operativi con gli Alleati, Gruppo Sbarchi Vallecrosia, anche questo coordinato di lì a poco da Leo. 
A Ventimiglia il gruppo di Loi incontrò Giulio Pedretti, "Corsaro/Caronte", l'uomo che alla Liberazione recò sulle spalle il peso di 27 traversate in mare per trasportare ex-prigionieri alleati in fuga, altri uomini di collegamento tra i partigiani e gli alleati, armi, munizioni, ecc.

Una vista da Ventimiglia (IM) sino al Principato di Monaco

Pedretti  portò materialmente, insieme a Pasquale, Pascalin per gli amici, Corradi, nome di battaglia Pirata, e a Loi direttamente  a Montecarlo nel Principato di Monaco, un viaggio di cui aveva già appurato la disponibilità "Leo", in barca a remi, con arrivo, il 9 ottobre 1945, nelle prime ore del  mattino, come sembra di capire da Brooks Richards, Secret Flotillas, Vol. II: Clandestine Sea Operations in the Western Mediterranean, North Africa and the Adriatic, 1940-1944, Paperback, 2013, un viaggio di cui aveva, per l'appunto, già appurato la possibilità "Leo".
 
Una vista sul Principato di Monaco

In effetti, le fonti che hanno letto il libro di Morton riferiscono un approccio alquanto pittoresco del gruppo alleato che raggiunse Monaco tramite l'aiuto dei richiamati abitanti di Ventimiglia. Ad esempio, Don Nino Allaria Olivieri * in Ventimiglia... sentieri della speranza <ANPI-Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia>, Nante Edizioni, Imperia, 2006, riporta che gli alleati comprarono l'imbarcazione, pagandola 500 dollari, con l'intermediazione del pescatore Bric e Brac [Amilcare Allegretti], mentre un altro pescatore, il vero venditore fece una proposta: "Ho un figlio robusto e un suo amico ancor più robusto che vorrebberio passare in Francia. Se accettate di portarli con voi vi prometto che remeranno per tutto il tragitto. Sono persino tentato di ridurre un po' il prezzo della barca".
In ogni caso, quell'approdo di italiani in Costa Azzurra, indotto dalla Missione Flap, fu foriero di successive valide, ancorché talvolta tormentate, specie con i francesi, relazioni dei partigiani della I^ Zona Operativa Liguria con gli Alleati.

Nizza in una cartolina d'epoca
 
Sempre secondo Brooks Richards, Op. cit., Pedretti e Corradi, una volta portati a destinazione i loro compagni di viaggio, vennero ingaggiati dall'antenna OSS di Nizza, una struttura in cui operavano già circa 25 italiani.
Adriano Maini

Una vista su Mentone e dintorni

Loi resta in territorio francese, opererà tra Carnoles e Mentone in qualità di addetto a radio libera; ritornerà [a Ventimiglia] saltuariamente via Grammondo, Grimaldi  e la Mortola;  la sua missione è di trasmettere notizie militari, di portare in salvo altri perseguitati e, poiché i suoi genitori erano in pericolo, attendeva di portarli oltre confine.
don Nino Allaria Olivieri *, Ventimiglia partigiana… in città, sui monti, nei lager 1943-1945, a cura del Comune di Ventimiglia, Tipolitografia Stalla, Albenga, 1999 

Don Antonio Allaria Olivieri "Poggio", Andagna, Frazione di Molini di Triora (IM), il 19.11.1923
Nel 1943, ventenne, studente di teologia presso il Seminario di Bordighera. Nel mese di ottobre, rifiutato l'arruolamento nella Repubblica di Salò, in montagna.
Con lo pseudonimo di "Poggio", nella formazione di Guglielmo Vittorio "Vitò" presso Loreto di Triora. Incorporato nelle formazioni garibaldine con prevalenti compiti di staffetta e servizio informazioni.
Il 25 maggio 1944 arrestato ad Andagna nel corso di un rastrellamento.
Riuscito a fuggire grazie alla complicità di un soldato austriaco, tornato al Distaccamento.
Il 18.6.1944 partecipe della battaglia di Carpenosa che vide la liquidazione del presidio tedesco.
Il 25 Aprile 1945 a Sanremo con il I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione" comandato da Vincenzo Orengo "Figaro".  
Vittorio Detassis


Nizza: il porto

Su proposta dei Comandi alleati Corsaro [Giulio Pedretti] e Pascalin [Pasquale Pirata Corradi] entrarono a fare parte dell'organizzazione americana O.S.S. (Organization Secret Service) composta a sede di Nizza da circa venticinque membri. Nell'ambito dell'O.S.S. veniva così costituita la Missione Corsaro, che assumeva il compito del collegamento tra il Comando alleato e i Comandi partigiani operanti nella zona Ventimiglia-Limone [Piemonte]-Nava-Oneglia, della raccolta e della trasmissione di informazioni militari e di procurare asilo e assistenza alle Missioni alleate in transito. Numerose Missioni alleate vennero facilitate ospitandone i componenti, fornendo loro le carte d'identità e le tessere annonarie procurate dall'impiegato comunale [di Ventimiglia (IM)] Arturo Viale... Corsaro aveva già fatto più volte la spola tra Vallecrosia e la costa francese in settembre <1944>, viaggiando con una barca a remi nelle notti più oscure, trasbordando armi e plichi con le informazioni militari per gli Americani, più comprensivi degli Inglesi. Accettando l'incarico di capo dell'Ufficio Operazioni della Missione in zona nemica, tramite Corsaro, Leo [Stefano Carabalona] poteva inviare da Pigna al comando alleato le informazioni necessarie...  
Francesco Biga, (con la collaborazione di Osvaldo Contestabile), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria), Vol. IV: Da Gennaio 1945 alla Liberazione, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia, 2005    
 
Pigna (IM): uno scorcio

Dal documento scritto da Long, invece, si estrapolano ancora le seguenti affermazioni: Alle 6 di sera del [giorno non precisato, ma dovrebbe essere, come indicato nella già citata testimonianza di Armando Izzo (Fragola Doria),  il 7 ottobre 1944] partimmo per ROCCHETTA [Rocchetta Nervina (IM)] dove giungemmo dopo quattro ore di marcia. Ripartimmo di nuovo a mezzanotte con la guida PIERINO LOI che ci diresse attraverso la parte principale delle postazioni armate tedesche raggiungendo la periferia di VENTIMIGLIA dopo sei ore di marcia. Qui rimanemmo in un piccolo riparo dietro alla casa dei genitori della guida... Noi avevamo viaggiato da PIGNA in vestiti civili e siccome stava piovendo dalle 6 di sera quando dovemmo attraversare la città, potemmo indossare dei sacchi sulla testa nel modo in cui lo facevano i contadini, il che si aggiunse al nostro travestimento. Camminammo 2-3 chilometri lungo la strada principale che costeggia il fiume ROIA ed attraversammo il ponte nella città vecchia passando oltre le sentinelle tedesche senza sollevare il minimo sospetto ed andando alla casa del pescatore sulla spiaggia. Qui rimanemmo dalle 7 di sera fino a mezzanotte... A mezzanotte portammo la barca (lunga approssimativamente 14 piedi con quattro remi) per una strada e giù attraverso la spiaggia di ciottoli - l'unica area non minata - fino al mare. I pescatori ci portarono vogando, senza ulteriori incidenti, in 3 ore e mezza a Monte Carlo (MONACO) dove sbarcammo [quindi, approssimativamente alle ore 4 del 9 ottobre 1944, data in ogni caso indicata da Brooks Richards, Op. cit.] e ci arrendemmo alla  guarnigione F.F.I. La mattina seguente guidammo fino a Nizza e facemmo rapporto al Maggiore H. GUNN delle Forze Speciali ... A Nizza informammo il Colonnello BLYTHE del quartier generale della task force della settima armata americana circa la squadra dei quattro prigionieri di guerra che ci avevano lasciato per TENDA. Fino a quel momento non era arrivata nessuna loro notizia attraverso le pattuglie americane in quell'area... I pescatori erano in grado di fornire informazioni preziose alla Sezione di Interpretazione Fotografica del quartier generale americano sulla Forza Tedesca, posizioni delle armi, campi minati, ecc. a VENTIMIGLIA. (Mr. Paul Morton ha i nomi e i documenti di questi due uomini che darà senza dubbio alla Rappresentativa delle Forze Speciali n.1 con P.W.B.  a Roma). Questi uomini furono poi consegnati dal Maggiore GUNN al Capitano Jones, Esercito Americano a Nizza... PIERINO LOI, la guida procurata da LEO, mise su un'operazione straordinaria e non perse nemmeno una volta la pista durante le sei difficili ore di marcia da ROCCHETTA a VENTIMIGLIA... I pescatori sono sicuri che questo percorso  (Ventimiglia - Monaco o Mentone) potrebbe essere usato con successo in entrambi i sensi. Essi affermano che si potrebbero evacuare da VENTIMIGLIA fino a venti persone alla volta se fosse disponibile un'imbarcazione più grande. Ciò vedemmo ed annotammo, e si può attestare che i pescatori condussero a termine il loro piano di evacuazione senza alcuna deviazione... 
Adriano Maini

... sarà ancora il Loi che potrà, tramite conoscenze in Nizza iscrivere in forza al comando americano dell'OSS il gruppo [Pedretti, Corradi ed altri] operante alla Marina di San Giuseppe [di Ventimiglia]... inizio la Missione Corsaro [di cui si scriverà in prossimi articoli]...
Don Nino Allaria Olivieri in Ventimiglia partigiana… in città, sui monti, nei lager 1943-1945, a cura del Comune di Ventimiglia, Tipolitografia Stalla, Albenga, 1999, ripubblicata in Quando fischiava il vento.  Episodi di vita civile e partigiana nella Zona Intemelia, Alzani Editore, La Voce Intemelia, ANPI Sezione di Ventimiglia, 2015

Il primo di ottobre 1944 l'ispettore Simon [detto anche Manes, Carlo Farini, ispettore, per l’appunto, della I^ Zona Operativa Liguria] aveva nuovamente incontrato a Triora (IM) la Missione alleata proveniente da Piaggia (CN) per decidere la collocazione presso il Comando [della I^ zona Operativa Liguria] di una delegazione anglo-americana in rappresentanza del Quartiere alleato, addetta ai lanci aerei e alle trasmissioni radio. Era composta dagli ufficiali alleati Long, Mac Lelland [in effetti McClelland, ex prigioniero come si è visto sopra], Larouche [n.d.r.: un cognome qualche volta riportato nelle fonti come La Roche, ex prigioniero anche questi, come si è visto sopra] e dal corrispondente di guerra canadese capitano Morton ... gli ufficiali alleati furono condotti da Pigna a Rocchetta Nervina, poi a Ciaixe [Frazione di Camporosso (IM)] dal maggiore Romano [Luigi Raimondo] (infaticabile camminatore e alpino della guerra 1915-18) [n.d.r.: invece la guida fu Pietro Loi, come lasciò scritto Long; il maggiore accolse la comitiva nelle vicinanze di Ventimiglia]...
Osvaldo Contestabile, La Libera Repubblica di Pigna, ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, 1985