martedì 17 luglio 2018

Stralcio dalla "Missione Flap"


... C. DIVISIONE GARIBALDINI (AREA LIGURIA)

(a) Armi - Molto poco equipaggiati con fucili Italiani, pochi LMG BREDA, granate e molti mortai da 81 mm catturati. A PIGNA il giorno prima di andar via fui informato che ora avevano 5 (vecchi) pezzi da campo da 75 mm (Italiani) in ordine per funzionare (erano stati presi da una vecchia caserma qualche tempo prima) non li vidi in prima persona. Durante il periodo in cui fui in LIGURIA vidi solamente uno STEN. La Divisione aveva poco o niente esplosivo e certamente NON del plastico. Non hanno mai ricevuto un lancio paracadutato. Mi informarono che erano stati avvertiti dal sistema in codice della BBC di aspettarne due, ma che questi non si erano materializzati.

(b) Forza - L'area coperta da questa Divisione è popolata in modo più sparso rispetto all'area piemontese occupata dalla 9° Divisione Garibaldini. LEO che è comandante a PIGNA disse 1,500 - 2,000 ma in questo numero molti sarebbero armati solo di una pistola. La loro posizione è molto simile a quella dei movimenti partigiani un po' dappertutto, cioè: più ci sono ARMI più ci sono PARTIGIANI effettivi. La maggior parte degli uomini disponibili sono con la Divisione ma se disarmati vengono utilizzati come vedette ed altre mansioni simili.

(c) Organizzazione. Ragionevolmente buona in considerazione della mancanza di armi e di contatti con il mondo esterno. La situazione del cibo, essendo la Liguria situata tra le pianure ed il mare, è seria. Gli abitanti delle città di PIAGGIA (PIGGIA nel testo originale), PIGNA e TRIORA stanno vivendo, in gran parte, di patate. Il pane è razionato ad una pagnotta di approssimativamente 300 grammi al giorno. La scarsità di cibo rende difficile l'organizzazione ed il Comandante della Divisione, CURTO, tiene il maggior numero possibile di partigiani sulle colline. L'organizzazione in Piemonte è più facile essendoci maggior disponibilità di cibo. Il Corrispondente di Guerra, Paul Morton, ha portato a Roma una copia di un opuscolo di quattro pagine stampato e distribuito da questa Divisione di Garibaldini che può far più luce sia sulla loro organizzazione sia sulle loro politiche.

(d) Il tempo che passammo al quartier generale di CURTO a PIAGGIA mi fu insufficiente per raccogliere molte impressioni sugli interessi politici. Avevamo terminato una marcia di dieci ore e ci interessammo principalmente a discutere del percorso per uscire in Francia. Molti uomini del quartier generale della Divisione erano certamente molto informati in politica ma il nostro soggiorno fu troppo breve per consentirci l'opportunità di arrivare a qualsiasi conclusione. A PIGNA dove passammo approssimativamente una settimana, posso dire che i Partigiani mostrarono pochi o nessun segnale di un interesse comunista attivo. Né il Comandante militare, Leo, o il Commissario - o ancor più il "Sindaco della Città'', MUSSO, parlò con forte gergo comunista né fece alcun uso della stella rossa coi colori nazionali. Questo gruppo non è certamente Monarchico, ma è piuttosto più Patriottico che altro.

(e) Piani – Affermano che con maggiori armamenti potrebbero scacciare il nemico da VENTIMIGLIA sulla costa a SAN REMO e anche oltre - Questo lo ritengo forse un po’ esagerato;  ciònonostante potrebbero fare ben di più sotto forma di attacchi aggressivi e demolizioni se forniti di materiali.

(f) Risultati. Far riferimento all'opuscolo pubblicato dalla Divisione - Anche le note di Paul Morton. Abbiamo capito che le seguenti operazioni sono state condotte un paio di settimane prima del nostro arrivo a PIGNA.

(a) La liberazione di 300 prigionieri politici dal carcere di SAN REMO. Qui i Partigiani in uniforme Fascista raggiunsero l'ingresso del carcere con un trucco. A quel tempo c'erano molto pochi Tedeschi nella città.


(b) L'imboscata ad un autocarro tedesco che viaggiava tra VENTIMIGLIA e SAN REMO e la cattura di un archivio contenente documenti (circa 100 pagine di testo) e piani relativi ai campi minati (terre minate) sulle spiagge e alle fortificazioni litoranee, alle posizioni delle M.G., al raggio d'azione e ai campi da fuoco ed ai cavi telegrafici lungo la principale strada costiera da SAN REMO ad IMPERIA e lungo la strada IMPERIA - PIEVE. I due ufficiali Tedeschi e gli O.R. (O.R. potrebbe significare other ramks, altri graduati) che viaggiavano sull'autocarro vennero allontanati ed in seguito fucilati. Questi piani sono attualmente a PIGNA e possono essere ottenuti sia dai Comandanti LEO o MUSSO o da GUILDO (sarà GUIDO o GILDO?) LITTARDI all'Albergo Commercio. Noi ritenemmo di portare questo archivio con noi ma in secondo momento pensammo che sarebbe stato protetto solo da Sanremo e quindi era più sicuro lasciarlo nelle mani dei Partigiani. Era impossibile farne una copia a causa della natura intricata delle mappe.

(c) La diffusione di ponti e strade nelle aree di PIGNA - TRIORA - PIAGGIA. L'esatta ubicazione è stata consegnata agli Americani a Nizza e al Maggiore H.GUNN, No.4 S.F. a Nizza.

(d) Prima del nostro arrivo le forze Tedesche e Fasciste operanti da ISOLABONA e DOLCEAQUA avevano tentato 3 volte senza successo di entrare a PIGNA. Durante il terzo attacco riuscirono a prendere un villaggio molto vicino a PIGNA situato nella stessa valle. Lo saccheggiarono e bruciarono. Durante il nostro soggiorno vennero fatti ulteriori due tentativi.

Come per il morale della 5° Brigata Partigiani che opera in questa area PIGNA - COLLA - LANGAN (quartier generale della Brigata). La storia dell'ultimo attacco è un'indicazione interessante: per mezzo di un civile, i Tedeschi inviarono un ultimatum che diceva che avevano 300 granate per i partigiani se non si fossero ritirati da PIGNA. I partigiani rifiutarono di assentire ed a mezzogiorno i Tedeschi cominciarono ad aprire il fuoco dalle colline che circondano PIGNA. Continuarono così durante il resto del giorno e ad intervalli durante la notte, e per tutta la mattina seguente. Usando air bursts
(bombe “shrapnel”, che esplodono in aria) (88 mm) e granate italiane di circa 81 mm tentarono di mettere fuori combattimento le postazioni Partigiane la cui posizione avevano individuato attraverso una spia Fascista. Durante questa operazione un partigiano fu ferito in un piede da una scheggia. Alle 13 i Tedeschi attaccarono, ma entro le 16 si ritirarono lasciando molti feriti e due morti.

I Partigiani in quest'area sono armati con fucili e hanno 5 Breda LMG. In tutta l'operazione i partigiani si comportarono con calma risparmiando il loro fuoco (senza dubbio a causa della carenza di munizioni). Il giorno seguente si rivalsero attaccando ISOLABONA e catturando 2 mortai da 71 mm con diverse casse di bombe...  

da un rapporto segreto inglese, redatto dal capitano G. K. Long, denominato "Missione Flap", documento inedito, rintracciato a cura di Giuseppe “Mac” Fiorucci per la preparazione del suo “Gruppo Sbarchi Vallecrosia” < ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia - Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM) >