giovedì 10 novembre 2022

A Dolceacqua colpi di cannone dei partigiani hanno messo fuori combattimento due carri armati tedeschi

Una vista da Località Morghe di Dolceacqua (IM)

Le prime truppe tedesche giungevano a Dolceacqua il 10 settembre 1943, successivamente sostituite da altre ogni trenta-quaranta giorni, per rimanervi fino al 23 aprile 1945. Durante tale periodo effettuarono numerose perquisizioni domiciliari, asportando spesso e volentieri materassi, coperte, biancheria, apparecchi radio, biciclette e tutto quello che era necessario alla soldatesca. Famiglie intere furono obbligate a sgomberare le loro case che venivano occupate dalla truppa e dai Comandi. Rapine furono compiute anche nelle case fatte sgomberare e nelle case di campagna, con prelievo di pecore, capre, agnelli, mucche e prodotti agricoli. Il Comune era sempre stato in contatto con le Autorità provinciali fino al 24 aprile 1945, mentre rimaneva staccato durante l'occupazione francese.
Francesco Biga e Ferruccio Iebole (a cura di Vittorio Detassis), Storia della Resistenza Imperiese (I^ Zona Liguria) - vol. V, Ed. Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, 2016 

Il Comando delle Brigate Nere ha una vasta rete di spionaggio che fornisce informazioni sui movimenti e sull'ubicazione delle formazioni partigiane.
Nel mese di giugno 1944 il predetto Comando ha a sua disposizione molte notizie sulla situazione numerica dei garibaldini e ne traccia un prospetto:
[...] Zona di Dolceacqua
Circa 70 ribelli armati trovansi nei pressi della Cappella dell'Addolorata, tra Dolceacqua e Monte Belgestro. Pare che altri gruppi di ribelli pure armati si trovino sulla cispluviale tra Roverino (Val Roja) e Camporosso (Val Nervia). Notati gruppi di avvistamento al chilometro 9 della strada Dolceacqua-Isolabona ed alla q. 370. [...]
Carlo Rubaudo, Storia della Resistenza Imperiese (I Zona Liguria) - Vol. II. Da giugno ad agosto 1944, edito a cura dell’Istituto Storico della Resistenza e dell’Età Contemporanea di Imperia, Imperia, Dominici Editore, 1992

2.9.1944 - Distaccamenti della V^ Brigata combattono oltre Pigna (IM). A Dolceacqua colpi di cannone dei partigiani hanno messo fuori combattimento due carri armati tedeschi tipo "Tigre". I tedeschi hanno abbandonato diverse zone. Una squadra del Distaccamento Comando della V^ Brigata, dopo aver fatto un'azione di cannoneggiamento sulle posizioni tedesche di Dolceacqua (IM), attaccava sulla rotabile Pigna-Isolabona (IM) un'ottantina di tedeschi, che tentavano di passare il ponte rotto per entrare in Pigna. Dopo parecchie ore la squadra ripiegava perché i tedeschi abbandonavano la zona. Da parte tedesca tre morti e diversi feriti. Per quanto riguarda i partigiani, veniva preso prigioniero il Vice Comandante "Fuoco" e si registravano due feriti. documento ufficiale della II^ Divisione Garibaldi "Felice Cascione" riprodotto in Mario Mascia, L'Epopea dell'Esercito Scalzo, ed. A.L.I.S, 1946, ristampa del 1975 a cura dell'Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia

Prima del nostro arrivo [fine settembre 1944] le forze tedesche e fasciste operanti da ISOLABONA e DOLCEACQUA  avevano tentato 3 volte senza successo di entrare a PIGNA. 
capitano G. K. Long, artista di guerra, Relazione sulla Missione Flap, documento inedito rispetto all'opuscolo di cui infra, copia di Giuseppe Mac Fiorucci per la preparazione del suo Gruppo Sbarchi Vallecrosia, Ed. Istituto Storico della Resistenza e dell'Età Contemporanea di Imperia - Comune di Vallecrosia (IM) - Provincia di Imperia - Associazione Culturale "Il Ponte" di Vallecrosia (IM), 2007

Dolceacqua (IM)

A fine settembre [1944] i presidi tedeschi di Isolabona e di Dolceacqua furono notevolmente rafforzati.
Mario Mascia, Op. cit.
 
15/9. Dolceacqua: Ponte Barbaira.
Ore 16 - azioni di mitragliamento in aperta campagna. Nessun danno. Due feriti uno dei quali gravemente.
Notiziario della Guardia Nazionale Repubblicana del 1 ottobre 1944, p. 48. Fonte: Fondazione Luigi Micheletti   

[a Dolceacqua] il disarmo di una squadra di militi del battaglione San Marco attuato il 27 agosto del 1944 da parte di una pattuglia del 4° Distaccamento della V^ Brigata d'Assalto Garibaldi "Luigi Nuvoloni". Tra i caduti si segnalano i due giovanissimi fratelli Amelio e Giuseppe Rondelli, catturati dalle SS il 23 novembre 1944 e fucilati sulla porta del cimitero del paese due giorni dopo.
Andrea Gandolfo, La provincia di Imperia. Storia, arti, tradizioni, Blu Edizioni, 2005
 
Nell'inverno e nella primavera del 1945 l'Esercito Germanico per procurarsi olio diede inizio alla raccolta delle olive utilizzando per "aramare" ossia bacchiare e far scendere il frutto dagli alberi, abitanti di Rocchetta, Dolceacqua e Trucco che venivano trasportati in paese con autocarri militari.  
Lorenzo Rossi, Airole 500 anni. La storia di un paese nella cronaca di cinque secoli, Comune di Airole, 1998 

Dolceacqua (IM)

A Dolceacqua un CLN non fu mai costituito. Agivano comunque elementi isolati che aiutavano i partigiani in tutti i modi possibili ed in ogni circostanza. Avrebbe potuto essere membro del CLN di Dolceacqua l'antifascista Agostino Salamito, e con lui pensiamo di ricordare tutti quei "civili" che, nel Comune, hanno collaborato con la Resistenza, a cominciare da Amelio Rondelli e Giuseppe Rondelli, fucilati perché ritenuti collaboratori dei partigiani.
Questa in estrema sintesi la situazione a Dolceacqua durante i venti mesi della Resistenza. Ma verso la fine di quel sofferto periodo avvenivano degli episodi particolarmente tragici, che vale la pena rievocare con un minimo di dettaglio. A metà febbraio 1945 era stato commesso un ingente furto di esplosivo, per cui il Comando tedesco aveva avvertito che, se entro ventiquattro ore la refurtiva non fosse stata restituita, avrebbe fatto fucilare degli ostaggi e bruciato il paese. A tali minacce una ragazza del paese denunciava due giovani del luogo come autori del furto. Massimo Velio e Mario Tornatore venivano arrestati e fucilati nel cimitero locale il 16 febbraio 1945.
Francesco Biga e Ferruccio Iebole, Op. cit.
 
Dolceacqua (IM)

Il 18 marzo 1945 in un rastrellamento nazifascista vennero catturati a Dolceacqua (IM) 5 partigiani. Detto rastrellamento era stato provocato dal maresciallo repubblichino Luigi Salvagni per vendicare il fratello Federico Agostino, maresciallo della G.N.R. ucciso dai patrioti in quanto guida dei tedeschi nelle pregresse barbare aggressioni a Rocchetta Nervina, Soldano e Seborga.
L’operazione riguardò anche il comune di Bordighera. Veniva cercato in modo particolare Ettore Biancheri. Otto giovani vennero riconosciuti come partigiani: arrestati, furono torturati e fucilati il 21 marzo 1945 presso Forte San Paolo di Ventimiglia.
Tra questi martiri, Paolo Biancheri (Paolo), nato a Bordighera, e i due fratelli Biancheri, detti Lilò, Bartolomeo ed Ettore, patrioti del Gruppo Sbarchi di Vallecrosia. Un documento d’epoca indirizzato al CLN di Bordighera, oggi conservato a Sanremo, ricorda che essi vennero fucilati insieme a Paolo Balbo (Pietro), Adolfo Piuri (Stella), Giuseppe Rosso (Pierino), Emilio Sasso (Puma) e Giuseppe Verrando (Mil).  
Rocco Fava di Sanremo (IM), La Resistenza nell'Imperiese. Un saggio di regestazione della documentazione inedita dell'Istituto Storico della Resistenza e della Storia Contemporanea di Imperia (1 gennaio - 30 Aprile 1945) - Tomo I - Tesi di Laurea, Università degli Studi di Trieste, Anno Accademico 1998 - 1999
 
Il 18 marzo 1945 durante un rastrellamento fascista a Dolceacqua vengono arrestati Balbo Paolo, Piuri Adolfo, Rosso Giuseppe, Sasso Emilio e Verrando Giuseppe. Dopo esser stati interrogati dai fascisti brigadiere repubblicano Verardi Achille, Maresciallo Stillo Giuseppe e caporal maggiore Piccinini Pietro, vennero consegnati al Comando Tedesco di Bevera, Frazione di Ventimiglia (IM) nella casa del Barone Galleani. Il gruppo di Dolceacqua e quello di Bordighera, di cui facevano parte Biancheri Paolo e i fratelli Biancheri Bartolomeo e Ettore, dopo pochi giorni di prigionia, e presumibilmente sottoposti a torture, vengono fucilati in località forte San Paolo.
Giorgi
o Caudano, Gli eroi sono tutti giovani e belli. I caduti della Lotta di Liberazione. I^ Zona Liguria, Edito dall'Autore, 2020
 
[ n.d.r.: tra le pubblicazioni di Giorgio Caudano: Marco Cassini e Giorgio Caudano, Bordighera al tempo di Bicknell e Monet, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, 2021; Giorgio Caudano, L'immagine ritrovata. Ventimiglia e dintorni nei dipinti dell'Ottocento e primo Novecento, Alzani Editore, 2021; (a cura di) Paolo Veziano con il contributo di Giorgio Caudano e di Graziano Mamone, La libera Repubblica di Pigna. Parentesi di democrazia (29 agosto 1944-8 ottobre 1944), Comune di Pigna, IsrecIm, Fusta Editore, 2020; Giorgio Caudano, Dal Mare alla Trincea... memorie di uomini, BB Europa, Cuneo, 2019; Silvia Alborno, Gisella Merello, Marco Farotto, Marco Cassini, Giorgio Caudano, Franck Vigliani, curatori della mostra Claude Monet, ritorno in Riviera, catalogo a cura di Aldo Herlaut, Silvana Editoriale, Milano 2019; La Magnifica Invenzione. I pionieri della fotografia in Val Nervia 1865-1925, a cura di Marco Cassini e Giorgio Caudano, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, 2016; Giorgio Caudano, Pigna. Storia di un paese, Edito dall'Autore, 2016  ]
 
Da documenti conservati nella cartella personale del partigiano caduto Piuri Adolfo (Archivio ISRECIm: II T 293) risulta che il 18 marzo 1945 durante un rastrellamento fascista a Dolceacqua, provocato dal maresciallo repubblicano Salvagni Luigi per vendicare il fratello Salvagni Federico Agostino, maresciallo della G.N.R. ucciso dai patrioti perchè guida dei tedeschi nelle barbare aggressioni di Rocchetta Nervina, Soldano e Seborga (detto Salvagni Federico Agostino è citato a pag. 208 del volume “I Caduti della R.S.I. Imperia e provincia”, a cura di Alberto Politi, come caduto il 3.10.1944 nel territorio di Castelvittorio) furono catturati i partigiani: Balbo, Piuri, Rosso, Sasso, Verrando G.. Dopo esser stati torturati dai fascisti brigadiere repubblicano Verardi Achille, Maresciallo Stillo Giuseppe e caporal maggiore Piccinini Pietro, vennero consegnati al Comando Tedesco di Bevera (frazione di Ventimiglia) nella casa del Barone Galleani.
Il Comandante tedesco della zona di Dolceacqua era Obert Hippel della 38^ divisione - rep. 1 - Fanteria residente a Isolabona.
Dei 5 partigiani suddetti si perdono le tracce. Da una lettera del 2 luglio 1945 della Questura di Imperia indirizzata al CLN prov.le di Imperia si comunica che in data 17.06.1945 sono stati rinvenuti in località Forte San Paolo i cadaveri di 9 (?) garibaldini trucidati dai nazifascisti tra cui i 5 partigiani menzionati.
Sabina Giribaldi, Episodio di Forte San Paolo, Ventimiglia, 18-21.03.1945, Atlante delle Stragi Naziste e Fasciste in Italia
 
Dolceacqua (IM): il Castello Doria

Nella mattinata del 18 marzo 1945 i nazifascisti eseguivano un duro rastrellamento nella sola Dolceacqua, voluto dal maresciallo repubblicano Luigi Salvagni, di servizio a Sanremo, per vendicare la mortedel fratello Federico, giustiziato dai patrioti perché guida dei tedeschi nelle barbare aggressioni a Rocchetta Nervina, Soldano e Seborga. Venivano così catturati i patrioti Paolo Pietro Balbo (Pietro), nato nel 1928; Adolfo Piuri (Stella), nato nel 1924; Giuseppe Rosso (Pierino), nato nel 1926; Adolfo Piuri (Stella), nato nel 1924; Giuseppe Rosso (Pierino), nato nel 1926; Emilio Sasso (Puma), nato nel 1926 e Giuseppe Verrando (Mil), nato nel 1921. Il giorno successivo i cinque giovani venivano portati in casa di Teodoro Rosso, sempre a Dolceacqua, e pestati tanto barbaramente da far colare il loro sangue sul pavimento, battuti e martirizzati con cinghie, calci e pugni dal brigadiere Achille Verardi e dai militi della Brigata Nera, marescialo Giuseppe Stillo e caporale Pietro Piccinini. Nel pomeriggio venivano condotti al Comando tedesco di Bevera [Frazione di Ventimiglia], ubicato nella casa del barone Galleani, alla presenza di Obert Hippel, comandante della zona di Dolceacqua. Dunque, consegnati ai tedesci, si perdevano le loro tracce, anche oltre la Liberazione. Dopo più di due mesi di incessanti ricerche, il 17 di giugno nel forte San Paolo di Ventimiglia venivano rinvenuti, tra diversi altri, i corpi dei cinque patrioti assassinati dagli Unni al servizio dell'esercito tedesco.
Oltre una ventina di cittadini di Dolceacqua riceveranno il brevetto di partigiano combattente dalla Commissione Militare regionale ligure. Tra loro i cinque caduti più sopra menzionati, come pure il partigiano Giuseppe Dall'Orto che, catturato e deportato in Germania, sarebbe col tempo riuscito a ritornare a casa.
Dolceacqua subiva numerosi bombardamenti aerei e navali con la conseguente distruzione di otto edifici, mentre altri cinquantacinque rimanevano danneggiati compresi le scuole ed il cimitero. Dal 17 agosto 1944 al 21 febbraio 1945, quattordici bombardamenti causavano complessivamente sette vittime: Emma Barberis, Giuliano Petri, Carmela Pasquale, Vanda Alloni, Mario Gavazzi, Rosa Rigoni, Carlo Giglio. Ricordiamo pure Silvano Crivelli.
Francesco Biga e Ferruccio Iebole, Op. cit.
 
4 gennaio 1945 - Dal comando del I° Battaglione "Mario Bini" della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni" della II^ Divisione "Felice Cascione",  prot. n° 32, al comando della V^ Brigata - Relazione militare: a Isolabona (IM) si trovavano 200 tedeschi, così come ad Apricale (IM); a Dolceacqua (IM) 300 tedeschi...
9 marzo 1945 - Dalla Sezione SIM del II° Battaglione "Marco Dino Rossi",  prot. n° 12, al comando della V^ Brigata - Segnalava che ... Dolceacqua (IM) era presidiata da circa 500 tedeschi dotati di 400 cavalli...
15 marzo 1945 - Dal comando della V^ Brigata, prot. n° 342, al Comando Operativo della I^ Zona Liguria ed al comando della II^ Divisione - Comunicava che... sembrava che a Dolceacqua con i nuovi arrivi vi fossero addirittura 2.000 tedeschi con 500 muli al seguito...
22 marzo 1945 - Dalla Sezione SIM della V^ Brigata, prot. n° 352, alla Sezione SIM della II^ Divisione - Comunicava che... a Dolceacqua i nemici superavano le 2.000 unità con una dotazione di "un alto numero di quadrupedi"...
23 marzo 1945 - Dalla Sezione SIM [Servizio Informazioni Militari] della V^ Brigata "Luigi Nuvoloni", prot. n° 353, al comando della I^ Zona Operativa Liguria ed al comando della II^ Divisione "Felice Cascione" - Comunicava che ... a Dolceacqua vi erano più di 2.000 nazifascisti...
2 aprile 1945 - Dalla V^ Brigata, Sezione SIM (Servizio Informazioni Militari), prot. n° 370, al Comando della I^ Zona Operativa Liguria ed al comando della II^ Divisione - Veniva comunicato che circa 1000 tedeschi avevano lasciato il fronte di Ventimiglia, dove tuttavia permaneva una divisione. Che tutti i comandi tedeschi erano in procinto di essere trasferiti a Vallebona e a Borghetto [San Nicolò, Frazione di Bordighera]. Che il nemico aveva minato le strade di San Biagio della Cima, di Soldano, di Camporosso, di Dolceacqua...
da documenti IsrecIm in Rocco Fava, Op. cit.